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Tutto quello che c'è da sapere sul gambero killer

Il crostaceo della Louisiana noto come gambero killer sta invadendo anche i nostri corsi d'acqua. Come riconoscerlo e quali rischi comporta per la biodiversità?
Ambiente30 Settembre 2024 - ore 11:27 - Redatto da Meteo.it
Ambiente30 Settembre 2024 - ore 11:27 - Redatto da Meteo.it

Il gambero della Louisiana - conosciuto anche come gambero killer - è considerato una delle principali minacce alla biodiversità in Europa, a causa della sua voracità e aggressività. Ma come è arrivata questa specie aliena nei nostri mari, e come riconoscere il crostaceo?

Gambero killer, quali caratteristiche?

Il crostaceo adulto si presenta con una struttura dall'accesa colorazione rosso-scura, mentre negli esemplari giovani è grigio-verdastra. Ma la sua caratteristica principale è data dalla presenza di una spina che non è presente nella specie europea. Le chele sono generalmente allungate e sottili, ricche di piccole protuberanze rosso acceso, mentre ai lati del robusto carapace non ci sono le spine che possono invece essere osservate in altri crostacei.

Se capita di imbattersi in questi crostacei è possibile subito notare la loro aggressività. Quando si sentono infastiditi tendono infatti a spalancare le chele, in una classica posizione difensiva che li fa anche sembrare più grandi. Nonostante siano di dimensioni relativamente piccole, in media attorno a 10/12 centimetri, non hanno timore ad affrontare organismi più grandi.

Quali sono gli effetti del gambero killer in Italia?

Il nome scientifico di questo crostaceo appartenente alla famiglia dei Cambaridi è Procambarus clarkii, anche se è comunemente famoso come Gambero della Louisiana o Gambero killer. Ma da dove gli arriva un appellativo così inquietante? Contrariamente a quanto si potrebbe pensare il nome non deriva dalla sua pericolosità nei confronti dell'uomo,  per il quale non presenta alcun rischio, ma dagli effetti devastanti che la sua presenza produce nella biodiversità e negli equilibri ecologici.

Predatore molto abile di pesci, anfibi, insetti, e crostacei, gradisce molto anche le uova di altri animali e non disdegna neppure larve, esemplari giovani e adulti che si trovano a portata delle sue chele. Si nutre anche di piante e alghe, trasformandosi in un vero e proprio incubo per i coltivatori di riso, e con la sua azione incrementa ulteriormente il dissesto idrogeologico, scavando buche profonde lungo gli argini dei fiumi.

Come se tutto ciò non bastasse, il gambero killer è anche portatore sano della peste del gambero - una patologia causata dal fungo Aphanomyces astaci - e di altre malattie, che possono contagiare e fare strage delle varie specie autoctone che non ne sono immuni. Tra le specie che corrono rischi maggiori ricordiamo il gambero di fiume europeo (Austropotamobius pallipes), che sta diventando sempre più raro, tanto da essere stato recentemente inserito nella lista degli esemplari in pericolo di estinzione nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.

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