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Frana a Niscemi: il ciclone Harry devasta la Sicilia, oltre 1.500 sfollati

Frana senza precedenti dopo il ciclone Harry: evacuate oltre 1.500 persone.
Clima28 Gennaio 2026 - ore 14:04 - Redatto da Meteo.it
Clima28 Gennaio 2026 - ore 14:04 - Redatto da Meteo.it

La situazione a Niscemi si aggrava, per la frana che si è aperta per la violenta ondata di maltempo che ha colpito la Sicilia negli ultimi giorni. Il passaggio del ciclone Harry ha provocato una frana imponente, con un fronte di distacco lungo circa 4 chilometri, che minaccia interi quartieri e costringe centinaia di famiglie ad abbandonare le proprie case.

Maltempo in Sicilia: evacuazioni e zona rossa a Niscemi

La Protezione Civile è intervenuta tempestivamente disponendo l’evacuazione di oltre 1.500 persone per motivi di sicurezza. L’area interessata dalla frana è stata dichiarata zona rossa, attualmente off limits anche per vigili del fuoco e polizia municipale.

Secondo il capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, la situazione è più grave di quanto appaia in superficie: «L’intera collina sta crollando sulla piana di Gela». Molti edifici risultano compromessi e diversi sfollati non potranno rientrare nelle proprie abitazioni.

Delocalizzazione e aiuti economici per gli sfollati

Le autorità stanno già lavorando a un piano di delocalizzazione definitiva per le famiglie colpite. È in corso un censimento delle persone che avranno bisogno di sostegno, mentre non è ancora possibile stimare con precisione i danni complessivi.

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha assicurato che la Regione si farà carico di un piano per ricollocare chi non potrà tornare a casa, utilizzando alloggi nuovi o già disponibili. Nel frattempo, una volta perfezionata l’ordinanza di sgombero, sarà attivato il contributo di autonoma sistemazione (CAS):

  • 400 euro al mese per nucleo familiare
  • +100 euro per ogni componente

fino a un massimo di 900 euro mensili.

Edilizia e controlli: focus sugli edifici a rischio

Quando le condizioni lo permetteranno, sarà avviato anche un focus sugli edifici presenti nell’area colpita per verificare eventuali abusi edilizi. Secondo il vicesindaco Pietro Stimolo, molti immobili risalgono a un periodo precedente al 1977, quando non era ancora in vigore il regime delle concessioni edilizie.

Un incubo che si ripete: il precedente del 1997

Per molti abitanti di Niscemi questa frana riapre una ferita mai chiusa. Il 12 ottobre 1997, negli stessi quartieri — Sante Croci, Pirillo e Canalicchio — una frana devastante provocò centinaia di sfollati e la demolizione di 48 abitazioni e della storica chiesa di Sante Croci. Anche allora, come oggi, il dissesto fu preceduto da forti piogge e maltempo.

Agricoltura in ginocchio: l’allarme Coldiretti

La frana sta avendo effetti pesantissimi anche sul comparto agricolo. Coldiretti parla di una situazione “drammatica”: strade interrotte costringono gli agricoltori a percorsi alternativi di 60-70 chilometri in più, con un forte aumento dei costi di trasporto e gravi ripercussioni sulla filiera degli ortaggi.

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