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Emergenza climatica, in Europa 170 milioni di persone a rischio siccità estrema

Un rapporto Ipcc pone l'attenzione sui rischi legati all'emergenza climatica. In Europa sono 170 milioni le persone che rischiano la siccità estrema.
{icon.url}2 Marzo 2022 - ore 17:27 Redatto da Redazione Meteo.it
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2 Marzo 2022 - ore 17:27 Redatto da Redazione Meteo.it

Ondate di calore, scarsità idrica e inondazioni, stanno mettendo in serio pericolo 170 milioni di persone nel continente europeo. A denunciare l'emergenza climatica è il Rapporto "Climate Change 2022: impatti, adattamento e vulnerabilità" stilato da Ipcc, il gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico dell’Onu.

Le mezze misure non sono più una possibilità

Hoesung Lee, presidente dell'Ipcc, punta il dito sulla necessità di intervenire con azioni immediate. Secondo Lee il rapporto, alla cui stesura hanno contribuito 270 autori di 67 diversi Paesi, rappresenta un terribile avvertimento sulle conseguenze dell'inazione.

L'aumento delle ondate di calore, siccità e inondazioni sta già superando, infatti, le soglie di tolleranza previste per animali e piante, e anche la finestra temporale per agire e salvare le vite umane si riduce sempre di più. Se nei prossimi due decenni il riscaldamento globale dovesse salire ancora di 1,5°C il mondo si troverebbe ad affrontare numerosi rischi climatici inevitabili e, in qualche caso, anche irreversibili.

Report Onu, quali impatti per il futuro?

Quanto emerge dal report Onu consente anche una valutazione sugli impatti futuri legati a diversi livelli di riscaldamento, un'analisi dei rischi che ne derivano e le possibili scelte per rafforzare la resilienza della natura e della società ai cambiamenti climatici in corso, per combattere la fame, la povertà, le disuguaglianze e mantenere la Terra un pianeta adatto alla vita, sia per le generazioni attuali che per quelle future.

Una sezione speciale riguarda gli impatti del cambiamento climatico, i rischi e le opzioni disponibili per agire su città e insediamenti costieri, foreste tropicali, montagne, zone aride e deserti, ma anche sul Mediterraneo e sulle regioni polari.

Un'altra novità è rappresentata dall'atlante, che permette di avere dati e risultati sugli impatti e i rischi legati al cambiamento climatico sia in scala globale che regionale, per dare modo a chi è incaricato di prendere decisioni determinanti di poterlo fare con strumenti quanto più possibile precisi e dettagliati.

Gli effetti dell'aumento delle ondate di calore, siccità e inondazioni, stanno già causando mortalità di massa in alcune specie di alberi e coralli. Eventi metereologici estremi che si verificano simultaneamente, con impatti a cascata, diventano sempre più difficili da gestire. Sono già diversi milioni le persone che si trovano a combattere con insicurezza alimentare e idrica, in particolare in Africa, America centrale e meridionale, Asia, nelle piccole isole e nell'Artico.

Solo intervenendo immediatamente sarà possibile mantenere in salute gli ecosistemi, per renderli capaci di far fronte ai cambiamenti climatici e di continuare a fornire gli elementi necessari per la vita umana, come l'acqua e il cibo.

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