El Niño si rafforza e punta al picco a dicembre: l'allarme dell'Onu

Il fenomeno climatico El Niño potrebbe intensificarsi nei prossimi mesi, raggiungendo la massima forza a dicembre 2026 e mantenendosi attivo almeno fino a febbraio. A delineare questo scenario è l’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), organismo delle Nazioni Unite che monitora l’evoluzione del clima globale.
Le previsioni indicano un possibile aumento eccezionale delle temperature delle acque superficiali nell’area centrale e orientale dell’Oceano Pacifico tropicale tra ottobre e dicembre. La situazione desta preoccupazione per i possibili effetti sulle condizioni meteorologiche in diverse parti del mondo. Secondo le stime diffuse in questi giorni dall’Onu, l’episodio potrebbe raggiungere un’intensità tra le più elevate mai osservate dal 1950.
El Niño si rafforza ancora, picco a dicembre
El Niño si prepara a intensificarsi ulteriormente nei prossimi mesi, con le acque del Pacifico tropicale centrale e orientale che potrebbero raggiungere valori eccezionalmente elevati tra ottobre e dicembre 2026. A delineare questo scenario è la World Meteorological Organization (WMO), attraverso il suo ultimo aggiornamento sulle tendenze climatiche stagionali.
Il fenomeno, legato al riscaldamento anomalo delle acque oceaniche, può modificare profondamente il clima mondiale, influenzando temperature, precipitazioni e condizioni atmosferiche. Le conseguenze potrebbero manifestarsi in numerose regioni, con periodi di siccità più duraturi in alcune aree e piogge intense, accompagnate da possibili alluvioni, in altre.
Secondo le previsioni, l’anomalia dovrebbe raggiungere la fase più intensa a dicembre, continuando a influenzare il clima anche nei mesi successivi. La WMO monitora diversi fattori che condizionano l’evoluzione meteorologica globale, tra cui El Niño, le oscillazioni dell’Oceano Indiano e le variazioni delle temperature nell’Atlantico tropicale.
Le proiezioni indicano inoltre una probabilità prossima al 100% che El Niño rimanga attivo fino a febbraio 2027. Se confermato, potrebbe diventare uno degli episodi più potenti osservati dal 1950.
Gli impatti a livello globale
Le previsioni climatiche indicano che El Niño potrebbe raggiungere un’intensità eccezionale entro la fine del 2026, con temperature superficiali del Pacifico nella zona Niño 3.4 superiori a qualsiasi valore registrato in precedenza. Tra ottobre e dicembre, l’anomalia termica potrebbe arrivare a circa 3,7 gradi sopra la media, superando nettamente il precedente primato di 2,6 gradi, rilevato tra novembre 2015 e gennaio 2016.
A influenzare gli equilibri climatici contribuirà anche il Dipolo dell’Oceano Indiano, atteso al massimo stagionale in autunno con uno scarto termico positivo di circa 0,5 gradi. La combinazione di questi fenomeni potrebbe modificare sensibilmente la distribuzione delle precipitazioni a livello globale.
Secondo la WMO, sono attese piogge più abbondanti nel Pacifico equatoriale orientale, nel Corno d’Africa e in alcune aree dell’Asia centrale. Condizioni più umide potrebbero interessare anche le coste orientali asiatiche, le zone settentrionali della Penisola Arabica e diverse regioni del Nord America. Possibili precipitazioni superiori alla norma sono previste inoltre nelle aree meridionali e orientali del Sud America. Al contrario, un marcato deficit di pioggia potrebbe colpire il Pacifico occidentale e la fascia equatoriale dell’Atlantico.






