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Clima, i pinguini imperatore rischiano l’estinzione entro il 2100

Secondo un nuovo studio, in Antartide i pinguini imperatore sono diminuiti del 22% in 15 anni, a un ritmo peggiore del previsto, per lo scioglimento dei ghiacci provocato dal cambiamento climatico. Potrebbero non vedere il prossimo secolo.
Sostenibilità16 Giugno 2025 - ore 08:47 - Redatto da Meteo.it
Sostenibilità16 Giugno 2025 - ore 08:47 - Redatto da Meteo.it

La “marcia dei pinguini” potrebbe fermarsi per sempre. Uno dei simboli degli animali da salvare, raccontato nel 2005 in un bellissimo documentario di Luc Jacquet, potrebbe estinguersi entro il 2100 per lo scioglimento dei ghiacci provocato dal cambiamento climatico.

In Antartide la loro popolazione è diminuita del 22% in 15 anni, a un ritmo anche più veloce di quanto si prevedeva. Potrebbero non vedere il prossimo secolo. È quanto sostiene una ricerca guidata da Peter Fretwell della British Antarctic Survey, appena pubblicata su Nature Communications: Earth & Environment, che ha utilizzato immagini satellitari tra il 2009 e il 2024.

Il nuovo strumento si è rivelato molto utile perché censire i pinguini non è mai facile per le condizioni climatiche estreme e gli spazi sconfinati dell’Antartide.

I pinguini e lo scioglimento dei ghiacci

Lo studio è iniziato proprio nel 2009. Nel 2018 si registrava già un crollo di quasi il 10% della popolazione dei pinguini imperatore. Colpa della riduzione del numero di settimane di permanenza delle piattaforme di ghiaccio marino prima dello scioglimento estivo, fondamentali per nidificare e allevare i piccoli.

I nuovi dati, fino al 2024, indicano una riduzione media dell'1,6% all'anno e del 22% in 15 anni, con un andamento peggiore del previsto. Fanno temere ora un’estinzione entro il 2100.

“Pinguini vittime del cambiamento climatico”

“I pinguini imperatore sono probabilmente l'esempio più lampante di come il cambiamento climatico stia realmente mostrando i suoi effetti”, spiega Peter Fretwell. “Non ci sono attività di pesca intensiva, né distruzione diretta dell'habitat, né inquinamento a causare il loro declino, ma unicamente la temperatura e lo stato del ghiaccio su cui vivono e si riproducono”.

"I nostri dati sono peggiori di circa il 50 per cento rispetto alle stime più pessimistiche realizzate con modelli informatici. Probabilmente perderemo molti esemplari, ma se ridurremo o invertiremo le nostre emissioni climatiche, allora salveremo anche il pinguino imperatore”.

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