Caravella portoghese avvistata in Italia: segnalazioni dalle Isole Eolie a Vibo Valentia

Un esemplare di caravella portoghese è stato rinvenuto in Calabria, lungo la costa di Vibo Marina, nell’area del Pennello affacciata sul Mar Tirreno.
Il ritrovamento è avvenuto durante un controllo richiesto dalla Guardia Costiera e svolto da Arpacal nell’ambito delle attività di sorveglianza ambientale. L’organismo marino, già recuperato, è stato successivamente trasferito all’Ispra per ulteriori approfondimenti scientifici.
Caravella portoghese avvistata in Italia, segnalazioni dalle Isole Eolie a Vibo Valentia
Le caravelle portoghesi provengono normalmente da mari caldi come gli Oceano Pacifico, l’Oceano Indiano e l’Oceano Atlantico, ma negli ultimi anni sono state avvistate sempre più spesso anche in aree diverse dal loro habitat naturale.
Oltre alle coste meridionali degli Stati Uniti, la loro presenza è stata segnalata anche nel Mar Mediterraneo. Questi organismi arrivano nelle acque italiane passando attraverso lo Stretto di Gibilterra e, in alcune circostanze, possono rappresentare un rischio per chi frequenta il mare.
L’ISPRA ha monitorato diversi avvistamenti lungo le coste italiane. Segnalazioni sono arrivate dalla Sardegna, dalle Isole Eolie e da Favignana, oltre che dalle Isole Egadi. Presenze sono state registrate anche nello Stretto di Messina e nella zona di Villa San Giovanni.
Più recentemente, esemplari sono stati individuati lungo la costa della provincia di Vibo Valentia, in località come Pizzo Calabro e Nocera Terinese, oltre che sul litorale di Bivona.
Caravelle portoghesi, cosa sono e cosa succede in caso di puntura
La caravella portoghese è considerata tra gli organismi marini più pericolosi con cui si possa entrare in contatto. Pur somigliando a una medusa, non lo è realmente, poiché è formata da un insieme di più polipi specializzati che collaborano tra loro.
Si distingue per la sua sacca galleggiante, detta pneumatoforo, che emerge sull’acqua e ricorda una piccola vela. Sotto questa struttura blu e traslucida si sviluppano lunghi tentacoli.
Questi sono composti da cellule urticanti molto potenti, capaci di provocare reazioni dolorose. Proprio per questo rappresenta un rischio per i bagnanti. I tentacoli possono raggiungere lunghezze notevoli, fino a decine di metri, risultando difficili da individuare.
La loro quasi invisibilità aumenta il pericolo per chi nuota. Anche senza accorgersi della sua presenza, si può entrare in contatto con essi. In caso di puntura è fondamentale uscire subito dall’acqua e richiedere assistenza medica senza sottovalutare la situazione.






