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Il cervello sente quando cambia la stagione: lo studio sui cambi d'umore

Una ricerca ha mostrato come il nostro cervello sia in grado di capire quando la stagione sta per cambiare: ecco come funziona il nostro “orologio” interiore
Salute14 Settembre 2022 - ore 19:55 - Redatto da Redazione Meteo.it
Salute14 Settembre 2022 - ore 19:55 - Redatto da Redazione Meteo.it

Anche a voi capita di sentire cambiare l'umore quando l’estate finisce e l’autunno si fa avanti? C’è una spiegazione scientifica: il nostro cervello è in grado di capire quando la stagione sta per cambiare, grazie a un circuito di neuroni che modifica i neurotrasmettitori in risposta alla variazioni della luce diurna. A dirlo è uno studio, concotti dai ricercatori dell'Università della California a San Diego coordinati dal neuroscienziato italiano Davide Dulcis, e citato dall’Ansa.

Come funziona il nostro “orologio"

I risultati dello studio potrebbero avere importanti risvolti per la terapia della luce contro i disturbi dell'umore come la depressione. La ricerca si è focalizzata su una piccola struttura del cervello, il nucleo soprachiasmatico, che è nascosto nell'ipotalamo ed è formato da circa 20 mila neuroni. Si tratta di una sorta di orologio che regola i ritmi circadiani dell'organismo: questo 'orologio' funziona sulla base degli input provenienti da cellule specializzate della retina che comunicano i cambiamenti di intensità e durata della luce diurna.

La scoperta dei ricercatori

I ricercatori del Dulcis' Lab hanno scoperto che i neuroni del nucleo soprachiasmatico si coordinano fra loro per adattarsi alle variazioni di luce: lo fanno cambiando i tipi e le quantità di neurotrasmettitori che, a loro volta, vanno a influenzare l'attività del cervello e i comportamenti. Cambiamenti stagionali sono stati riscontrati anche nel numero di neuroni che producono neurotrasmettitori nel nucleo paraventricolare, una regione del cervello che controlla stress, metabolismo e altre funzioni autonome. "La scoperta più importante in questo studio è che abbiamo capito come manipolare artificialmente l'attività di specifici neuroni del nucleo soprachiasmatico inducendo l'espressione di dopamina nel nucleo paraventricolare", ha detto Dulcis.

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