Caldo, mortalità in aumento del 10% tra gli over 85: i dati sull’emergenza

L’estate 2026 lascia un segno importante anche dal punto di vista sanitario. Dopo cinque distinte ondate di calore, temperature eccezionalmente elevate e decine di giornate di allerta nelle principali città italiane, il nuovo rapporto dedicato agli effetti del caldo sulla salute mostra una particolare vulnerabilità della popolazione più anziana.
Il dato più significativo riguarda gli over 85, tra i quali è stato registrato un eccesso di mortalità del 10% rispetto ai valori attesi.
Il quadro emerge dal Rapporto Estate 2026 presentato al Ministero della Salute e basato sui sistemi nazionali di allarme per le ondate di calore, sulla sorveglianza della mortalità giornaliera e sul monitoraggio sanitario nelle città italiane.
Estate 2026, mortalità complessiva aumentata del 2%
Il dato sugli ultraottantacinquenni è nettamente superiore a quello registrato considerando nel complesso la popolazione anziana monitorata.
Nelle 54 città italiane analizzate, infatti, la mortalità è risultata superiore alle attese del 2% durante il periodo compreso tra il 25 maggio e il 15 settembre.
Il dato cambia però in maniera importante a seconda dell’area geografica: al Nord i decessi sono rimasti sostanzialmente in linea con quelli attesi, mentre nel Centro-Sud l’incremento complessivo è stato del 4%.
È soprattutto l’analisi per età a mostrare la differenza più marcata.
Nelle fasce tra 65 e 74 anni e tra 75 e 84 anni, i decessi sono risultati addirittura inferiori alle attese. Tra le persone con più di 85 anni, invece, l’incremento nazionale è stato del 10%, arrivando all’11% nelle regioni del Centro-Sud.
Perché gli over 85 sono più vulnerabili al caldo
I cosiddetti “grandi anziani” rappresentano da tempo una delle categorie maggiormente esposte agli effetti delle alte temperature.
Con l’avanzare dell’età diminuisce infatti la capacità dell’organismo di adattarsi rapidamente agli sbalzi termici e può diventare più difficile percepire correttamente la sete o compensare la perdita di liquidi.
A questo si aggiunge la maggiore presenza di patologie croniche cardiovascolari, respiratorie, renali o metaboliche e l’utilizzo di alcuni farmaci che possono modificare la risposta dell’organismo alle temperature elevate.
Il Piano caldo nazionale identifica proprio anziani, persone con malattie croniche, bambini e donne in gravidanza tra i gruppi ai quali rivolgere maggiore attenzione durante le ondate di calore.
Cinque ondate di calore durante l’estate 2026
Il rapporto fotografa una stagione particolarmente impegnativa dal punto di vista meteorologico.
Tra il 25 maggio e il 15 settembre sono stati individuati cinque distinti episodi di ondata di calore.
Il primo si è verificato tra il 25 e il 30 maggio. Un secondo episodio ha interessato l’Italia dalla seconda metà di giugno ai primi giorni di luglio, seguito da un nuovo picco a metà luglio.
La quarta ondata, una delle più intense e prolungate, si è sviluppata tra la fine di luglio e la metà di agosto. L’ultima fase significativa si è concentrata soprattutto al Centro-Sud tra la fine di agosto e l’inizio di settembre.
Temperature fino a 3,7 gradi sopra i valori di riferimento
A rendere particolarmente pesante l’estate sono state anche le anomalie termiche.
Nelle 27 città utilizzate dal sistema nazionale di allarme, la temperatura apparente massima – un indicatore che tiene conto anche dell’umidità – è risultata mediamente 3,7°C superiore ai valori climatici di riferimento.
Le temperature massime e minime sono state invece mediamente circa 3°C sopra la norma.
Un aspetto particolarmente rilevante è rappresentato dalle temperature notturne elevate: quando la notte non offre un sufficiente raffreddamento, l’organismo dispone di meno tempo per recuperare dallo stress termico accumulato durante il giorno.
Fino a 45 giorni di allerta nelle città del Centro Italia
L’estate 2026 ha fatto registrare anche un numero molto elevato di giornate classificate con livelli di allerta 2 e 3.
Nelle città dell’Italia centrale sono stati registrati mediamente 45 giorni di allerta caldo, mentre nelle città del Nord e del Sud la media è stata di circa 35 giorni.
Numeri molto superiori rispetto alle stagioni precedenti e che mostrano quanto l’esposizione alle condizioni di rischio sia stata prolungata.
Le città dove la mortalità è aumentata maggiormente
Il rapporto individua anche importanti differenze tra le varie città italiane.
Considerando la popolazione con più di 65 anni, gli incrementi statisticamente significativi più elevati sono stati registrati a Latina, con +29%, Cagliari +24%, Bari +15%, Catania +11% e Palermo +10%.
Seguono Torino con +9%, Padova con +8% e Roma con +5%.
Il dato non significa automaticamente che ogni singolo decesso aggiuntivo possa essere attribuito direttamente al caldo: si tratta di un eccesso di mortalità rispetto al numero statisticamente atteso durante il periodo analizzato.
È proprio il confronto tra decessi osservati e attesi a permettere ai sistemi epidemiologici di individuare l’impatto sanitario associato alle fasi di caldo intenso.
A Roma oltre 300 decessi in più tra gli over 65 rispetto alle attese
Un esempio arriva dalla Capitale. A Roma, tra il 25 maggio e il 15 settembre, sono stati registrati 6.944 decessi tra gli over 65, contro i 6.618 attesi: 326 in più, pari a un incremento del 5%.
A Latina l’aumento percentuale è stato ancora più consistente: 327 decessi tra gli anziani contro i 253 attesi, con una differenza del 29%.
Il Ministero: “Il sistema ha retto”
Nonostante i dati sugli over 85, il Ministero della Salute sottolinea come l’impatto complessivo sulla mortalità sia stato relativamente contenuto rispetto all’intensità e alla durata delle ondate di calore.
Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha parlato di un sistema che ha retto l’emergenza grazie alla rete di monitoraggio, prevenzione e allerta attivata durante l’estate.
L’attenzione, però, dovrà concentrarsi maggiormente proprio sulle persone più fragili e sulla capacità della medicina territoriale di individuarle e assisterle prima e durante le fasi di caldo estremo.
Otto milioni di euro per rafforzare il Piano caldo
Proprio alla luce dei dati dell’estate 2026, il Ministero ha annunciato nuove risorse. Per il prossimo biennio saranno destinati 8 milioni di euro alla gestione e alla prevenzione degli effetti delle ondate di calore.
L’obiettivo è rendere più strutturale la risposta sanitaria attraverso la collaborazione tra Regioni, aziende sanitarie, enti locali, società scientifiche e strutture territoriali, comprese le Case della Comunità.






