Caldo estremo in Italia: 27 città da bollino rosso, asfalto fino a 62° e punte di 48° alla stazione di Napoli

L’Italia continua a fare i conti con un’ondata di caldo estremo che sta mettendo sotto pressione soprattutto le grandi città. Temperature elevate, notti tropicali e superfici urbane incandescenti stanno caratterizzando tutta questa prima parte di agosto 2026.
Tra i dati più impressionanti ci sono punte fino a 62°C sull’asfalto e una rilevazione di 48°C alla stazione di Napoli, valori che raccontano quanto possa diventare intenso il calore accumulato nelle aree urbane.
Attenzione, però: questi numeri non devono essere confusi con la temperatura ufficiale dell’aria misurata dalle stazioni meteorologiche secondo gli standard previsti. In particolare, il dato dei 48°C viene indicato come registrato alla stazione di Napoli, senza essere qualificato dalla fonte come temperatura atmosferica ufficiale.
Caldo estremo in Italia, tutte le 27 città monitorate hanno raggiunto il bollino rosso
L’emergenza caldo ha raggiunto uno dei momenti più delicati della stagione. Giovedì 6 agosto tutte le 27 città monitorate dal Ministero della Salute sono state classificate con il bollino rosso, il livello 3 del sistema di allerta per le ondate di calore.
Il bollino rosso non riguarda soltanto anziani, bambini o persone con patologie croniche: indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute dell’intera popolazione, soprattutto in caso di esposizione prolungata al caldo.
L’Italia è alle prese con la quarta importante ondata di calore dell’estate 2026, alimentata da masse d’aria molto calda provenienti dal Nord Africa e capaci di mantenere le temperature nettamente superiori alle medie stagionali.
Asfalto fino a 62 gradi: perché le città diventano molto più calde
Uno dei numeri che fotografa meglio la situazione riguarda le superfici urbane: l’asfalto può raggiungere temperature fino a 62°C. Non significa che la temperatura dell’aria sia arrivata allo stesso valore. Asfalto, cemento, tetti e altre superfici esposte direttamente al sole possono infatti riscaldarsi molto più dell’aria circostante e continuare a rilasciare calore anche diverse ore dopo il tramonto.
È il fenomeno conosciuto come isola di calore urbana: nelle città il calore viene assorbito e trattenuto da edifici e superfici impermeabili, mentre la scarsità di vegetazione riduce la possibilità di raffreddamento naturale.
Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico, ha spiegato come asfalto e cemento contribuiscano a intrappolare il calore nelle città. Secondo Tozzi, nelle aree urbane la temperatura può risultare anche diversi gradi superiore rispetto alle zone circostanti, soprattutto durante la notte.
Napoli, cosa significa il dato dei 48 gradi registrati alla stazione
Sta facendo discutere anche il dato relativo a Napoli, dove sono stati segnalati 48°C alla stazione durante questa fase di caldo estremo. La cifra viene riportata tra le rilevazioni legate alle temperature raggiunte negli ambienti urbani.
È importante, tuttavia, distinguere questo valore dalla temperatura meteorologica ufficiale dell’aria. Una superficie esposta al sole, una zona pavimentata o un punto particolarmente soggetto all'accumulo di calore possono raggiungere valori molto superiori rispetto a quelli misurati da una stazione meteorologica secondo gli standard internazionali.
Dire quindi che “a Napoli ci sono stati 48°C”, senza ulteriori precisazioni, sarebbe fuorviante. Più correttamente si può parlare di 48°C rilevati nell’area della stazione di Napoli durante l’ondata di caldo, specificando che il dato non equivale necessariamente alla temperatura dell’aria.






