Autunno, sonno e umore: come la luce naturale influenza il ritmo circadiano

Il 23 settembre 2026 è iniziato l'equinozio d'autunno, che porta a una sostanziale parità tra le ore di luce e quelle di buio, dopo un periodo in cui la luce aveva prevalso. Nel giro di poche settimane, assisteremo a una brusca diminuzione della luce naturale che potrebbe causare, in particolare nelle persone che hanno difficoltà ad adattarsi, una sorta di mini jet lag.
Cosa è la malinconia autunnale? La connessione luce ed umore
Si chiama "malinconia autunnale", conosciuta anche "Autumn Blues", quella strana connessione tra la luce del sole e l'umore. Con l'arrivo della stagione autunnale si accorciano sempre di più le giornate e questo contribuisce ad un aumento dei livelli di cortisolo accompagnato però da una ridotta produzione di serotonina, l'ormone del buonumore. Non solo, si registra anche un incremento della melatonina, l'ormone che regola il sonno. Si tratta di fattori che portano a stanchezza e a un lieve senso di malinconia.
Uno "sconvolgimento" che può favorire l'insorgere di vari disturbi come bruciore di stomaco e digestione lenta, oltre a mal di testa, tensione e accelerazione del battito cardiaco. Diego Ferone, Professore di Endocrinologia presso l'AOM – IRCCS Ospedale Policlinico San Martino – Università di Genova e Presidente della Società Italiana di Endocrinologia (SIE), ha spiegato: «quando i livelli di luce solare diminuiscono, l'aumento della produzione di melatonina – o il prolungamento della sua secrezione – provoca pesantezza delle palpebre a metà giornata: è la classica stanchezza diurna che interferisce con gli impegni scolastici, lavorativi e familiari».
In autunno non trascurare il ritmo circadiano
Tutto questo insieme di fattori non solo incidono sul sonno, ma possono anche influenzare il benessere fisico e mentale generale, favorendo l'insorgere della malinconia stagionale. Per questo motivo diventa importante prestare attenzione al ritmo circadiano, ossia l'orologio biologico interno che regola le funzioni del corpo in un ciclo di circa 24 ore. Durante la stagione autunnale è importante non trascurare il ritmo circadiano endogeno, che determina gli orari ottimali di sonno e veglia di ciascun individuo. In questo senso ci sono due tipologie di persone: quelle mattutine, molto più attive nelle prime ore del mattino, e poi le nottambule, più attive di sera.
«L'equinozio e l'autunno influiscono sui cosiddetti 'gufi' (o soggetti serotini), che faticano a gestire il buio mattutino» - precisa il dottore Ferone confermando che la ridotta esposizione alla luce del sole rende ancora più difficile il risveglio.






