Allarme per gli uccelli migratori: il 45% delle specie è in declino

Il dossier State of the World’s Birds di BirdLife International, svelato al Global Flyways Summit di Nairobi, registra un’emergenza inedita per l’avifauna del pianeta. Tra i dati più drammatici spicca l'ufficializzazione dell'estinzione del chiurlottello (Numenius tenuirostris), sancita nel 2025 dopo che l'ultimo esemplare era stato avvistato in Marocco nel febbraio 1995. Si tratta della prima totale scomparsa di un uccello registrata in epoca recente nell'area tra Eurasia e Africa. Questo evento simboleggia una parabola drammatica che, negli ultimi centocinquant'anni, ha portato alla cancellazione o alla probabile perdita di altre sei specie di volatili migratori.
Allarme per gli uccelli migratori, il 45% delle specie è in declino
Il declino dell'avifauna mondiale ha raggiunto livelli di guardia eccezionali, come documentato nel rapporto State of the World’s Birds presentato da BirdLife International a Nairobi. L'evento simbolo di questa crisi planetaria è la scomparsa ufficiale del chiurlottello, certificata nel 2025 trent'anni dopo il suo ultimo awistamento in Marocco, evento che segna la prima estinzione di un volatile in Eurasia e Africa in epoca contemporanea. Le rilevazioni indicano che il quarantacinque percento delle specie migratorie è in costante calo numerico e che una su nove rischia di sparire per sempre, con impatti devastanti sugli ecosistemi di foreste, mari e aree umide.
Tra le cause principali figurano la diffusione inadeguata di specie aliene, le dinamiche dell'agricoltura intensiva, la pressione venatoria e il surriscaldamento globale. Per arrestare questa spirale, governi, organizzazioni e istituti finanziari hanno sottoscritto la Dichiarazione di Nairobi, un'intesa multilaterale pensata per tutelare i corridoi ecologici in modo unitario invece di affidarsi ad azioni isolate. Il piano di tutela conta su un importante supporto economico di oltre sei miliardi di dollari stanziati dalle banche di sviluppo, una strategia integrata che ha già dato prove di successo invertendo il calo del capovaccaio nei Balcani.
Rotte migratorie globali: l'alleanza economica e strategica per salvare gli uccelli dall'estinzione
Sebbene i dati evidenzino una forte minaccia per l'avifauna dovuta ad agricoltura intensiva, specie alienate, clima e bracconaggio, emergono segnali positivi quando la tutela viene applicata lungo l'intero tragitto di spostamento delle specie. L'inversione della contrazione del capovaccaio nei Balcani dimostra l'efficacia delle sinergie internazionali rispetto alle iniziative isolate. Su questa visione si fonda la Dichiarazione di Nairobi, che impegna governi, scienziati e ambientalisti a tradurre la cooperazione transnazionale in concreti interventi sul territorio. A sostegno del piano, le banche internazionali di sviluppo stanno stanziando risorse imponenti per la difesa degli ecosistemi strategici globale.
La Banca Asiatica prevede tre miliardi di dollari nei prossimi dieci anni per cinquanta paludi chiave, mentre l'ente latinoamericano investirà fino a cinque miliardi entro il 2050 per tutelare oltre trenta habitat terrestri e marini. Anche la Banca Mondiale opera al fianco di BirdLife mobilizzando miliardi tra Africa, Europa e Asia a beneficio di oltre due miliardi di volatili. A completamento della strategia, il Programma Globale per le Rotte Migratorie di BirdLife punta a mettere in sicurezza l'intera rete di tappe intermedie essenziali, evitando che la rottura di un singolo anello comprometta l'intero viaggio migratorio su scala planetaria.






