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Al via la stagione della caccia in molte regioni d’Italia

Prende il via grazie alla pre-apertura la stagione della caccia in diverse regioni d'Italia e con regole precise che variano da regione a regione. Ecco cosa bisogna sapere.
Ambiente2 Settembre 2025 - ore 09:45 - Redatto da Meteo.it
Ambiente2 Settembre 2025 - ore 09:45 - Redatto da Meteo.it

Ha preso il via la stagione della caccia. Da oggi, 1° settembre 2025, in molte regioni d'Italia è iniziata la vera e propria stagione venatoria, in anticipo rispetto agli altri anni, nonostante le proteste delle associazioni animaliste.

Ecco dove i cacciatori potranno essere liberi di cacciare e quali regole dovranno rispettare. In totale sono 16 le regioni che consentiranno di cacciare prima della terza domenica di settembre e 15 le specie cacciabili. I dettagli

Al via la stagione della caccia: ecco dove si può e dove si dovrà attendere ancora

La stagione della caccia ha preso il via da lunedì 1 settembre 2025 nella maggior parte dell'Italia. Le regioni che hanno acconsentito alla pre-apertura sono:

  • Abruzzo,
  • Basilicata,
  • Calabria,
  • Campania,
  • Emilia-Romagna,
  • Friuli Venezia Giulia,
  • Lombardia,
  • Marche,
  • Piemonte,
  • Puglia,
  • Sicilia,
  • Toscana,
  • Veneto.

Ci sono però regioni che daranno il via alla nuova stagione venatoria con qualche giorno di ritardo. Di quali si tratta? La Valle d’Aosta, ma anche la Liguria e buona parte della Lombardia. Niente preapertura per loro. Ad esse si aggiungono anche Lazio e Umbria. In queste zone i cacciatori dovranno attendere la terza domenica di settembre.

Le regole da seguire durante l'apertura della stagione di caccia

Quali regole dovranno seguire i cacciatori? Le norme possono variare da regione a regione. In Abruzzo, ad esempio, si potranno cacciare, fino al 1° ottobre, soltanto corvidi ovvero: cornacchia grigia, gazza e ghiandaia, nei giorni 1, 13 e 31 settembre. Si potrà fare una caccia esclusivamente da appostamento. Stessa cosa in Basilicata, ma qui le giornate di caccia saranno in tutto 10 ovvero: 3, 4, 6, 7, 10, 11, 13, 14, 17 e 18 settembre.

In Calabria si potrà cacciare sia i corvidi che il colombaccio e la quaglia ma solo nei giorni: lunedì 1, sabato 6, domenica 7, giovedì 11, sabato 13 e domenica 14. La quaglia invece soltanto il 14 settembre, ovviamente in questo caso solo in forma vagante e con l’ausilio dei cani da cerca e da ferma. In Campania, invece, è aperta la caccia a il colombaccio nei giorni 1-3-7-10-14 settembre e i corvidi (ghiandaia, gazza e cornacchia grigia) nei giorni 1-3-7-10-14-17 settembre.

I cacciatori dell'Emilia Romagna dovranno stare attenti ai giorni e agli orari. Sono cacciabili corvidi e colombaccio nei giorni 1, 4, 7, 11, 14 e 18 settembre, esclusivamente da appostamento fisso o temporaneo e non oltre le ore 13.00.

Cosa prevedono le altre regioni? In Friuli Venezia Giulia si possono cacciare: quaglia, alzavola, beccaccino, colombaccio e marzaiola, secondo le normali modalità definite dal calendario venatorio. A Milano si può invece cacciare cornacchia grigia e gazza per tre giorni a settimana a scelta a partire dal 1° settembre. Nelle Marche non si possono cacciare la tortora, i corvidi e le specie in deroga.

I cacciatori del Molise potranno cacciare invece: cornacchia grigia, ghiandaia, gazza e quaglia. Le regole sono precise: i corvidi saranno cacciabili solo da appostamento nei giorni 1, 3 e 6 settembre, la quaglia in forma vagante nella giornata del 15 settembre, dalle ore 05.30 alle ore 12.00, con un carniere massimo di 3 capi a cacciatore.

Più permissivo il Piemonte dove sono 5 le specie che potranno essere cacciate: cornacchia nera, cornacchia grigia, gazza, ghiandaia e colombaccio nei giorni 1, 3, 4, 6, 8, 10, 11 e 14 settembre.

L'1, domenica 7 e domenica 14 settembre, invece, in Puglia si potrà cacciare colombaccio, ghiandaia, cornacchia grigia e cazza mentre in Sardegna niente colombaccio.

In Sicilia la caccia è aperta per la tortora nei giorni 1 e 3 settembre e per il colombaccio nei giorni 1, 3, 6, 7, 13 e 14 settembre, entrambe esclusivamente da appostamento.

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