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Terremoto nell’Appennino centrale, sisma di magnitudo 3.1 tra L’Aquila e Amatrice

Scossa di terremoto di magnitudo 3.1 nell’Appennino centrale: epicentro vicino Barete, in provincia dell’Aquila. Il sisma è stato avvertito tra Abruzzo e Lazio.
Eventi estremi16 Giugno 2026 - ore 09:32 - Redatto da Meteo.it
Eventi estremi16 Giugno 2026 - ore 09:32 - Redatto da Meteo.it

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 è stata registrata nella notte nell’Appennino centrale, con epicentro in provincia dell’Aquila. Il sisma è stato avvertito distintamente in diversi comuni dell’entroterra abruzzese e anche in alcune aree vicine al confine con il Lazio, in particolare nella zona compresa tra L’Aquila, l’Alto Aterno e il territorio non lontano da Amatrice.

Secondo i rilievi dell’INGV, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il terremoto è stato registrato dai sismografi alle ore 04:34 nella notte tra lunedì 15 e martedì 16 giugno. L’evento sismico ha interessato l’area dell’Alto Aterno, una zona dell’Appennino abruzzese già nota per la sua attività sismica e situata alle porte del territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Terremoto in provincia dell’Aquila: epicentro a pochi chilometri da Barete

L’epicentro della scossa è stato localizzato a circa quattro chilometri a nord del comune di Barete, in provincia dell’Aquila. Le coordinate geografiche indicate dall’INGV sono 42.4843 di latitudine e 13.2737 di longitudine. L’ipocentro, cioè il punto in profondità da cui si è originato il terremoto, è stato individuato a circa 14,6 chilometri di profondità.

La magnitudo registrata, pari a 3.1, rientra tra gli eventi sismici di lieve entità, ma può comunque essere percepita chiaramente dalla popolazione, soprattutto quando avviene durante la notte e in aree vicine all’epicentro. In questo caso, diverse persone hanno riferito di essere state svegliate dal movimento tellurico, avvertito in modo netto nei comuni più prossimi alla zona epicentrale.

Scossa avvertita anche a L’Aquila e nei comuni dell’entroterra abruzzese

Il terremoto è stato segnalato da cittadini residenti in diversi comuni dell’entroterra dell’Appennino abruzzese. La scossa è stata percepita anche nel capoluogo L’Aquila, seppur con intensità variabile a seconda della distanza dall’epicentro e delle caratteristiche degli edifici.

Al momento non risultano segnalazioni di danni a persone o cose. Dopo eventi di questo tipo, le verifiche vengono generalmente effettuate nelle aree più vicine all’epicentro, soprattutto nei piccoli centri montani e nei comuni situati lungo la dorsale appenninica.

I comuni più vicini all’epicentro del terremoto

Sono diversi i centri abitati situati nel raggio di pochi chilometri dall’epicentro della scossa. L’area più vicina comprende piccoli comuni della provincia dell’Aquila, tra cui Barete e altri centri dell’Alto Aterno.

Nel raggio di circa venti chilometri rientrano anche località più ampie e aree di collegamento tra Abruzzo e Lazio. La zona interessata dal sisma si trova infatti lungo un tratto dell’Appennino centrale che collega il territorio aquilano con quello reatino, non lontano da Amatrice e da altri comuni della provincia di Rieti.

Repliche dopo la scossa principale: eventi di magnitudo inferiore

Nelle ore successive alla scossa principale sono state registrate alcune repliche nella stessa area, tutte di intensità inferiore. Si tratta di eventi sismici più lievi, con magnitudo sotto quota 2, che rientrano nella normale evoluzione di una sequenza sismica locale.

Le repliche, pur essendo generalmente meno avvertite dalla popolazione, vengono monitorate costantemente dai sismografi dell’INGV, che aggiornano in tempo reale i dati relativi agli eventi registrati sul territorio nazionale.

L’Appennino centrale resta una delle aree sismiche più monitorate d’Italia

L’Appennino centrale è una delle zone sismicamente più attive e monitorate del Paese. L’area compresa tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria è stata più volte interessata in passato da terremoti di diversa intensità, motivo per cui ogni nuova scossa viene seguita con particolare attenzione.

Il terremoto registrato nella notte tra L’Aquila e Amatrice non ha provocato, al momento, conseguenze rilevanti, ma ha riportato l’attenzione su un territorio dove la percezione del rischio sismico resta molto alta. Anche scosse di magnitudo moderata possono infatti generare preoccupazione tra i residenti, soprattutto se avvertite durante le ore notturne.

Nessun danno segnalato dopo il terremoto

Dalle prime informazioni disponibili, non risultano danni a persone o edifici. La scossa, pur essendo stata avvertita in modo chiaro da una parte della popolazione, non avrebbe causato criticità significative. Il monitoraggio dell’area prosegue attraverso la rete sismica nazionale dell’INGV, che continuerà a registrare eventuali repliche o nuovi eventi nella zona dell’Appennino centrale.

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