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Terraformare Marte: un giorno vivremo sul Pianeta Rosso? VIDEO

Un giorno i marziani saremo noi e potremo vivere sul Pianeta Rosso? Problemi da risolvere: atmosfera, gravità, -60° di media, tempi lunghissimi (per accelerarli Elon Musk vuole usare le bombe atomiche). Ecco a che punto sono gli studi scientifici per realizzare il sogno
Ambiente13 Marzo 2023 - ore 20:58 - Redatto da Redazione Meteo.it
Ambiente13 Marzo 2023 - ore 20:58 - Redatto da Redazione Meteo.it

E se un giorno i marziani fossimo noi umani? Non si tratta di fantascienza, ma di un’idea per l’espansione dell’umanità nello spazio: "terraformare" Marte. È bene chiarirlo subito: a oggi si tratta di poco più di una suggestione, qualcosa ancora al di la delle nostre capacità tecnologiche e risorse materiali. Ma la discussione esiste, e dunque è bene approfondirla: in futuro sarà possibile "terraformare" il Pianeta Rosso?

Terraformare Marte: cosa significa

Intanto è bene approfondire il concetto di "terraformare": con questo termine si intende il processo di modificare le condizioni di Marte - o di qualunque altro pianeta - al fine di renderlo non solo somigliante alla Terra, ma anche in grado di ospitare la vita come accade sul nostro pianeta. "Terrafermare" Marte significa dunque rendere il Pianeta Rosso in grado di sostenere l’esistenza degli esseri umani e di una variegata quantità di animali e vegetali.

Terraformare Marte: è possibile?

Secondo alcuni scienziati ed esperti del settore, si tratta di un processo fattibile: "Possiamo terraformare Marte e forse anche Venere", ha detto lo scorso anno Jim Green, direttore della divisione di scienze planetarie della Nasa per 12 anni, capo scienziato per 3 anni, secondo quanto riportato dall’Agi. Le sfide però, come detto, sono enormi e finora lontane dalle nostre capacità. Green, comunque, anni fa ha pubblicato un lavoro in cui traccia le linee guida di quella che in futuro potrebbe essere l’opera di trasformare Marte in una nuova casa.

Terraformare Marte: uno scudo magnetico

Il Pianeta Rosso presenta subito un’importante difficoltà: ha un campo magnetico molto debole. Dunque per prima cosa sarebbe necessario rafforzare la magnetosfera intorno a Marte per proteggere l’atmosfera dai venti solari e dalle radiazioni. Per farlo, secondo lo studio del 2017 di Jim Green, sarebbe necessario posizionare uno scudo magnetico dipolare nel punto di Lagrange L1 di Marte per creare una magnetosfera artificiale attorno al pianeta, in grado di contrastare il vento solare. Ciò permetterebbe dunque di conservare l’atmosfera, innescando una serie di effetti a catena "positivi" per l'abitabilità.

Terraformare Marte: l’atmosfera

Una simile soluzione - finora solamente ipotizzata e di cui non si conosce ancora la reale fattibilità - creerebbe effetti a catena utili per la creazione di un’atmosfera più adatta agli essere umani. Gli ostacoli però sono molti: tre quinti della superficie di Marte sono coperti da un deserto di polvere rossastra e con una temperatura media del pianeta di -60 C. La sua atmosfera è estremamente rarefatta, circa l'1% rispetto a quella terrestre, ed è composta per il 96% da anidride carbonica. Una delle possibilità sarebbe quella di liberare grandi quantità di gas serra nell’atmosfera, così da aumentare la temperatura superficiale di Marte facendo così sciogliere l’acqua ghiacciata presente nel sottosuolo. Questo permetterebbe - in teoria - al pianeta di diventare piano piano in grado di sostenere la vita come la conosciamo sulla Terra.

Terraformare Marte: i tempi e i problemi

Anche ammesso che le tecnologie attualmente disponibili permettano di realizzare questo processo - e allo stato attuale non è così - sicuramente i tempi stimati per realizzare una simile trasformazione sarebbero lunghissimi: si parla di centinaia di migliaia di anni. C’è anche chi - come Elon Musk - ha proposto di velocizzare le operazioni bombardando i poli di Marte con testate nucleari per estrarre l’anidride carbonica più rapidamente. I problemi però non sarebbero finiti: creata una magnetosfera sufficiente, aumentata la temperatura del pianeta, resa liquida l’acqua presente e innescati i processi che permetterebbero alla vegetazione di sopravvivere, esistono ancora degli scogli da superare. Il primo è la gravità di Marte, sensibilmente inferiore a quella della Terra: quale effetto avrebbe sugli esseri viventi. Il secondo è la distanza dal Sole: cosa comporterebbe? Domande, finora, a cui non esiste una risposta certa.

Terraformare Marte: ne vale davvero la pena?

L’unica certezza, insomma, è che un simile processo richiederebbe tempi e tecnologie che non abbiamo a disposizione. E c’è anche chi si interroga su un punto: se fossimo capaci di trasformare così radicalmente l’ambiente su un altro pianeta, non potremmo invece intervenire sul nostro per contrastare gli effetti dannosi del riscaldamento globale? La sfida, scientifica e non solo, rimane aperta.

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