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Qual è la temperatura ideale da tenere in casa per scaldarsi e risparmiare?

Comfort abitativo e risparmio energetico sono due esigenze difficili da far convivere. Negli ultimi tempi alcuni studiosi si sono espressi sulla regola dei 19 gradi, definendola non sempre la scelta ideale.
Curiosità3 Febbraio 2025 - ore 10:08 - Redatto da Meteo.it
Curiosità3 Febbraio 2025 - ore 10:08 - Redatto da Meteo.it

Quale temperatura impostare in casa per avere il miglior comfort abitativo e al tempo stesso non appesantire inutilmente le bollette? Nel tempo in molti si sono pronunciati sul valore ottimale, e gli ultimi suggerimenti degli esperti sembrano smentire che la regola dei 19° sia universalmente corretta.

Regola dei 19 gradi, non sempre è la scelta migliore

Stando a quanto riportato dall’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, 19 gradi rappresenta la temperatura ideale in casa in inverno, in quanto assicura un buon comfort termico senza un dispendio elevato di energia.

Ma è davvero sempre così? Questa regola non sembra soddisfare le esigenze proprio di tutti, e se da un lato è vero che potremmo ritenere che un termostato impostato su 19° possa fornire un adeguato comfort a chi ha un tenore di vita attivo o alle persone ben coperte, potrebbe non essere sufficiente per anziani e per chi passa molto tempo seduto.

Coloro che conducono uno stile di vita sedentario, magari lavorando in smart working, così come le persone avanti con gli anni, potrebbero avere bisogno di qualche grado in più. A pronunciarsi sulla regola dei 19 gradi sono stati recentemente alcuni esperti di gestione energetica come Nick Barber, che l'ha definita "una scelta fatta più per motivi economici che per un vero equilibrio tra comfort e necessità". Tra l'altro non è neppure universalmente corretto dire che sia la soluzione più sostenibile, poiché presenta alcuni effetti collaterali che potrebbero portare a consumi addirittura maggiori.

Pensiamo ad esempio ai condomini con riscaldamento centralizzato. Sebbene questa temperatura non sia obbligatoria, in molti l’hanno adottata per tagliare i costi, con la conseguenza che alcuni condomini devono ricorrere a fonti di calore aggiuntive (stufe elettriche o radiatori portatili a olio), che "pesano" sulle bollette più del riscaldamento centralizzato impostato a 21 gradi. Ma allora qual è la temperatura che potremmo davvero definire ottimale? Secondo molti specialisti la miglior cosa che possiamo fare è impostarla adattandola a seconda degli spazi.

Temperatura ideale nelle diverse zone della casa

Stando a quanto riportato dagli esperti, per avere un buon compromesso tra comfort e consumi energetici dovremmo impostare temperature diverse nelle varie aree della casa. In cucina, in soggiorno e nelle zone comuni potrebbe essere corretto un termostato impostato su 19°, mentre per quelle aree destinate a ufficio domestico la temperatura non dovrebbe mai scendere sotto i 21 gradi. Questo perché stando a lungo seduti si riduce il consumo energetico e di conseguenza aumenta la sensazione di freddo.

Per quanto riguarda la camera da letto, un valore ottimale potrebbe essere intorno ai 17° di giorno e 19 di notte. In questo modo potremmo avere il massimo comfort nelle ore di riposo senza sprechi.

Alche il bagno è un ambiente dove l'impostazione del termostato differenziata può ridurre i consumi senza penalizzare il benessere: in questo spazio gli esperti consigliano di mantenere una temperatura intorno ai 17°, aumentandoli fino a 22 poco prima di fare la doccia.  

L'idea di dividere la casa in zone con temperature diverse aiuta non solo a risparmiare in bolletta, ma anche a limitare l’impatto ambientale, evitando di riscaldare eccessivamente stanze poco utilizzate.

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Ultimo aggiornamento Domenica 22 Marzo ore 03:29

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