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Smart working toccasana per l’ambiente? Così si possono tagliare le emissioni. VIDEO

Secondo uno studio, chi lavora sempre da casa produce il 54% di emissioni dannose in meno rispetto a chi invece va in ufficio. È comunque necessario considerare diversi fattori per ridurre l’impatto sull’ambiente: ecco cosa serve sapere
Sostenibilità19 Settembre 2023 - ore 15:00 - Redatto da Redazione Meteo.it
Sostenibilità19 Settembre 2023 - ore 15:00 - Redatto da Redazione Meteo.it

Lavorare da casa può essere un toccasana per l’ambiente: a dirlo è una ricerca pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences e citata dal Guardian. Secondo gli studiosi, chi lavora sempre da casa produce il 54% di emissioni dannose in meno rispetto a chi invece va in ufficio. Mentre chi si affida a un sistema ibrido casa/ufficio non riduce in modo significativo le emissioni. Secondo le evidenze raccolte, infatti, un giorno lavorando da casa a settimana riduce le emissioni solamente del 2%. Chi invece fa smart working dai due ai quattro giorni a settimana in media diminuisce le emissioni del 29% rispetto a chi lavora in ufficio.

L’impatto dello smart working sulle emissioni

Secondo i ricercatori della Cornell University e di Microsoft, le ragioni principali della diminuzione di emissioni nocive sono il minore consumo di energia in ufficio e il minore consumo di carburanti per i trasporti quotidiani verso l’ufficio. Inoltre il minor numero di veicoli in strada contribuisce a diminuire il traffico nelle ore di punta, creando un circolo virtuoso. Tuttavia, per massimizzare la riduzione di emissioni è necessario pianificare con cura lo smart working: secondo i ricercatori, infatti, chi lavora da casa tende ad aumentare le emissioni in viaggi non legati al lavoro. Inoltre, non tutte le apparecchiature elettroniche domestiche sono efficienti in termini di consumi energetici rispetto a quelle in ufficio.

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