Meteo, dal 31 marzo nuova ondata di forte maltempo: la tendenza
L’evoluzione del tempo per i giorni di Pasqua e Pasquetta mostra ancora un basso grado di affidabilità: ciò non consente uno sbilanciamento netto in un senso piuttosto che in un altro, pur osservando una tendenza, da parte dei modelli, a mostrare scenari favorevoli ad un ritorno dell’alta pressione sull’Italia e sul Mediterraneo centro-occidentale, in grado di assicurare una maggiore stabilità e un tempo complessivamente più clemente, in un contesto climatico più mite.
Tendenza meteo: nuova fase di forte maltempo al Centro-sud per un ciclone mediterraneo
Prima di allora, però, dovremo fare i conti con una nuova ondata di maltempo, che rischia di rivelarsi di nuovo eccezionalmente intensa, capace di rinnovare situazioni di gravi e diffuse criticità.
A portarla sarà una perturbazione in discesa dall’Atlantico settentrionale (la n.11 di marzo), associata ad aria fredda di origine polare-marittima: il suo ingresso sui mari attorno alla Penisola nella notte tra lunedì e martedì darà vita ad una circolazione ciclonica in rapido approfondimento e scivolamento verso sudest. Martedì in giornata il centro di questo ciclone mediterraneo si troverà sopra la Sicilia, mentre tra mercoledì e giovedì si porterà sul mar Ionio dove potrebbe approfondirsi ulteriormente, fino a raggiungere valori insolitamente bassi (tra i 980 e i 990 hPa). La depressione dovrebbe poi allontanarsi verso i Balcani e il Mar Nero favorendo, a partire da venerdì, un’attenuazione della fase molto perturbata.
Senza pretendere di entrare nei dettagli della previsione, data la complessa dinamica attesa, possiamo senz’altro anticipare che, per le regioni del Centro-Sud, a partire da lunedì notte si profilano 72 ore almeno di condizioni meteorologiche avverse. Innanzitutto, per quanto riguarda la ventilazione prevalentemente settentrionale o orientale, in marcato rinforzo e fino a divenire tempestosa, tra martedì e mercoledì, con raffiche ben oltre i 100 Km/h. Di conseguenza i mari diverranno tutti molto mossi o agitati, fino a molto agitati o localmente grossi con onde fino a 5-6 metri di altezza e conseguenti violente mareggiate sulle coste esposte.
Per quanto riguarda le precipitazioni, nelle giornate di martedì e mercoledì, le regioni più direttamente coinvolte sembrano essere le centrali adriatiche, quelle meridionali e le Isole maggiori, più marginalmente il Lazio e l’Umbria (specie orientale). Rischio di fenomeni persistenti e dunque molto ingenti su Abruzzo, Molise, Puglia, settori ionici e Sicilia settentrionale, con possibili rovesci temporaleschi. Per l’Appennino si profila un altro notevole carico di neve, che potrà cadere anche sotto forma di bufere: fin verso i 600-800 metri su quello centrale (particolarmente abbondante nel settore abruzzese), oltre 800-1300 metri su quello meridionale.
Infine, dal punto di vista termico, proseguirà la fase sotto media, con temperature inferiori alla norma probabilmente fino a venerdì e in modo più evidente a metà settimana al Centro-Sud.



