Meteo, caldo e afa ancora protagonisti sull’Italia
L’ondata di calore ancora in corso ha ormai assunto caratteristiche eccezionali, per durata, intensità e vastità delle aree geografiche coinvolte, arrivando in molti casi a livelli estremi. È la quarta dell’anno e la terza di un’estate che si avvicina sempre più a essere “incoronata” come la più calda di sempre a livello italiano ed europeo, forse persino superiore a quella del 2003.
La domanda che in molti si stanno probabilmente facendo è: se ne intravede la fine?
Per il nostro Paese, probabilmente, non cambierà sostanzialmente nulla fino al 17 agosto. Sino ad allora si toccheranno ancora diffusamente i 37-38 gradi, mentre gli eventuali picchi superiori sembrano decisamente meno probabili e più localizzati. In generale, quello che si scorge è una maggiore discontinuità nel raggiungimento dei valori più elevati, sia a livello geografico sia temporale: in alcune zone si potrebbe temporaneamente anche scendere poco sotto la soglia dei 35 gradi, specie nelle regioni di Nord-Est e del medio Adriatico tra il 13 e il 15 agosto.
A seguire, qualcosa potrebbe cambiare. I modelli mostrano scenari favorevoli a un parziale cambio di circolazione sull’Europa meridionale, ma il segnale in tal senso è ancora disturbato e, ovviamente, poco stabile. L’evoluzione a lunghissimo termine resta pertanto molto incerta.
Ad ogni modo, se ci affidiamo agli ultimi dati a disposizione, potremmo individuare uno stop all’ondata di calore per le regioni centro-settentrionali tra il 18 e il 20 agosto, quando i termometri sembrano poter scendere sotto i 35 gradi. Il Sud e le Isole, invece, continuerebbero a registrare valori molto elevati, fino a sfiorare i 40 gradi.

Sul fronte del tempo, non si intravedono perturbazioni importanti. Ciò significa assenza di precipitazioni significative almeno per i prossimi 10 giorni, con conseguente aggravamento dello stato di emergenza legato alla siccità estrema al Nord, che purtroppo rinnova il rischio di incendi e accelera la fusione dei ghiacciai alpini.
Gli unici eventuali apporti pluviometrici arriveranno dai consueti temporali di calore che come sappiamo prediligeranno le aree montuose. In particolare, martedì 11 gli episodi temporaleschi, pomeridiani o serali, saranno più probabili su Alpi, Prealpi e Appennino centro-settentrionale. Solo occasionalmente e in modo sporadico potrebbero essere interessate anche le pianure del Nord-Ovest, dell’Emilia e le aree interne di Toscana e Lazio.
Mercoledì 12, stesso copione, ma con fenomeni nuovamente circoscritti soprattutto alle aree montuose del Nord, della Penisola e delle Isole maggiori.



