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Maltempo, Coldiretti: "Aumentano del 50% i nubifragi nell’anno più caldo di sempre"

Coldiretti, con un'analisi su dati Eswd e Isac Cnr, parla di un aumento del 50% di nubifragi ed eventi estremi rispetto al 2021, con tendenza a una tropicalizzazione del clima. Con danni sempre più gravi
Clima18 Settembre 2022 - ore 15:34 - Redatto da Redazione Meteo.it
Clima18 Settembre 2022 - ore 15:34 - Redatto da Redazione Meteo.it

Il 2022 si classifica come l'anno più caldo di sempre con una temperatura addirittura superiore di quasi un grado rispetto alla media storica e precipitazioni dimezzate lungo la Penisola con un calo del 40%. Meno pioggia, quindi, ma che si è abbattuta con una violenza incredibile. Da inizio anno sono infatti aumentati del 50%, rispetto allo stesso periodo del 2021, gli eventi estremi, con nubifragi, grandinate, raffiche di vento e tornado che hanno causato danni e provocato vittime. Questo è quanto emerge dall'analisi della Coldiretti su dati Eswd e Isac Cnr.

Tendenza a una tropicalizzazione del clima

Nel rapporto Coldiretti  sottolinea come l’estate torrida e siccitosa appena trascorsa abbia devastato i raccolti, assetato città e campagne e accumulato energia termica distruttiva che ha poi finito per scaricarsi al suolo con la violenza del meteo.

Appare evidente - continua Coldiretti - la tendenza del nostro Paese a una tropicalizzazione del clima con le ultime ondate di nubifragi e grandinate che si sono abbattute su terreni secchi che non riescono ad assorbire l’acqua. Questo porta a frane e smottamenti in oltre 9 comuni su 10 che hanno zone in aree a rischio idrogeologico (il 93,9% della superficie italiana totale), con la percentuale che, stando ai dati Ispra, sale al 100% in regioni come le Marche, appena colpita tragicamente.

Gli eventi estremi provocano danni ingenti perché vanno a colpire zone rese più fragili dalla cementificazione e dall'abbandono. Lo scorso anno sono stati consumati oltre 2 metri quadrati di suolo al secondo, il valore più alto negli ultimi 10 anni con il cemento che ricopre ormai 21.500 km quadrati di suolo nazionale.

Nello spazio di una sola generazione (25 anni) abbiamo perso il 28% di terreni agricoli - più di uno su quattro - a seguito di uno sviluppo sbagliato che purtroppo non accenna a fermarsi e che mette in serio pericolo l'ambiente e la sicurezza delle persone.

Coldiretti: "Fermare subito il consumo del suolo"

Secondo Coldiretti è necessario fermare subito il consumo del suolo e programmare interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali, potenziare la rete di invasi sui territori  creando bacini e utilizzando anche le ex cave per raccogliere l’acqua piovana quando è troppa e gestirne l’utilizzo quando serve.

D'altronde gli effetti di questa pericolosa tendenza sono sotto gli occhi di tutti, con una media di 9 eventi estremi al giorno nel 2022, che hanno interessato ogni zona dello stivale. Il bilancio dei danni che questi hanno provocato al settore agricolo supera già i 6 miliardi di euro da inizio anno, una cifra che corrisponde al 10% della produzione nazionale.

Ci stiamo avviando davvero a inserire il 2022 almeno nella top 10 degli anni più caldi di sempre? Secondo i dati, le premesse ci sono tutte. Se parliamo di Europa il 2022 si piazza al secondo anno nella classifica degli anni più caldi dopo il 2020. Se poi analizziamo - sempre a livello di continente - il periodo giugno/settembre vediamo che l'estate 2022 è stata la più calda di sempre per l'Europa.

Gli otto mesi appena trascorsi si sono rivelati i più siccitosi da quando sono iniziate le misurazioni, oltrepassando l'analogo periodo del 2003 che passa così al secondo posto con un -32% di scarto.

Anche dal punto di vista delle temperature il periodo gennaio-agosto 2022 cominciano a evidenziare caratteristiche di assoluto rilievo: con un’anomalia pari a +1,3°C, aggancia in vetta alla classifica l’analogo periodo del 2007 dal quale differisce solo di mezzo decimo di grado.

Il risultato delle elaborazioni è ancora più notevole se consideriamo il valore medio delle temperature massime che - superando di 1,7°C il valore climatico di riferimento - rappresenta in questo caso il più elevato della serie storica. Questo significa che le probabilità che l’anno corrente divenga in assoluto il più caldo e siccitoso si fanno sempre più concrete.

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