Le città più care d’Italia, la classifica 2026

L'Unione Nazionale Consumatori (UNC) ha pubblicato la classifica con le città più care del 2026 in Italia elaborata considerando i dati territoriali dell'inflazione secondo le stime Istat. Scopriamo insieme la classifica completa con il rispettivo aumento.
Quali sono le città più costose d'Italia nel 2026?
E' stata resa nota la classifica delle città più care d'Italia nel 2026 secondo l’Unione Nazionale Consumatori (UNC). Si tratta di una classifica redatta tenendo conto dei costi dell'inflazioni comunicati dall'Istat a giugno 2026. Attenzione: ogni anno il costo della vita in Italia cambia e tiene conto di quanto il tasso di inflazione pesi a livello economico su una famiglia. Quando parliamo di tasso di inflazione è importante precisare che l’Unione Nazionale Consumatori (UNC) considera quanto il costo della vita vada a pesare in euro effettivi sul bilancio di una famiglia media.
La classifica delle città più costose per le famiglie del 2026 vede al primo posto Ferrara una inflazione del 4% e un aumento annuo di di 1.157 euro a famiglia. A seguire c'è Verona con un aumento di 1.083 euro seguita da Bolzano con una inflazione del 3,4% e un aumento di 1.033 euro. Fuori dal podio troviamo al quarto e quinto posto a pari merito Massa-Carrara e Pistoia, con un aumento di 957 euro.
La classifica delle città più costose d'Italia nel 2026
Ecco la classifica del 2026 con le città più care d'Italia secondo l’Unione Nazionale Consumatori (UNC) con il rispettivo aumento:
- Ferrara: +4,0% di inflazione (+1.157 euro);
- Verona: +3,9% (+1.083 euro).
- Bolzano: +3,4% (+1.033 euro).
- Massa-Carrara: +3,4% (+957 euro);
- Pistoia:+3,4% (+957 euro)
- Rimini: +3,3% (+955 euro).
- Vicenza: +3,4% (+944 euro).
- Pavia: +3,1% (+929 euro).
- Siena: +3,3% (+928 euro).
- Viterbo: +3,3% (+926 euro).
Aumento Istat 2026: circa 1.081 euro all'anno su famiglia media
A livello regionale, invece, è il Trentino Alto Adige la regina degli aumenti con un +3,1% e 917 euro aggiuntivi. A seguire c'è la regione Lazio con +3,3% e +902 euro, poi il Veneto con +3,3% e +893 euro. La regione più virtuosa è la Basilicata che registra solo un +583 euro.
A gravare su fattori importanti come il costo dell'energia, dei trasporti e della spesa alimentare sono in gran parte le tensioni geopolitiche internazionali e il caro prezzo dell'energia. Basti pensare che nel settore dei combustibili liquidi si è registrato un rincaro del +38,1%, mentre del 21,5% nel settore ortaggi. Da segnalare anche l'aumento del gas con +11,8%. Si tratta di aumenti considerevoli secondo dall’Unione Nazionale Consumatori (UNC) che gravano su un nucleo famigliare medio composto da madre, padre e due figli di un aumento di circa 1.081 euro all'anno.






