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L'albero più grande d'Europa è a Palermo: ha 162 anni di storia, e ora non sta bene

Il maestoso Ficus macrophylla del Giardino Garibaldi a Palermo è riconosciuto come l’albero esotico più imponente d’Europa. L'allarme: sta male.
Curiosità7 Maggio 2026 - ore 15:22 - Redatto da Meteo.it
Curiosità7 Maggio 2026 - ore 15:22 - Redatto da Meteo.it

Con i suoi circa trenta metri di altezza, oltre ventuno metri di circonferenza e una chioma che raggiunge i cinquanta metri di diametro, il maestoso Ficus macrophylla domina il Giardino Garibaldi, situato in Piazza Marina nel quartiere della Kalsa. Questo straordinario esemplare è riconosciuto dall’Accademia dei Georgofili come l’albero esotico più grande d’Europa. E purtroppo ora non sta bene.

Dove si trova l'albero più grande d'Europa?

L’albero fu piantato nel 1864, poco dopo la realizzazione del giardino. Il progetto dell’area verde si deve all’architetto Giovan Battista Filippo Basile. Nato da una propagazione dell’esemplare custodito presso l’Orto Botanico di Palermo, il grande Ficus macrophylla ha progressivamente trasformato l’aspetto originario del giardino che lo ospita.

Con il tempo, la pianta ha sviluppato rami da cui scendono radici aeree che, toccando terra, si ispessiscono fino a diventare veri tronchi aggiuntivi. Queste strutture naturali funzionano come sostegni, permettendo all’albero di espandersi sempre di più.

È proprio questa peculiarità a conferirgli un aspetto imponente e quasi scenografico. In natura, lo stesso meccanismo consente alla specie di avvolgere e soffocare altre piante, motivo per cui viene soprannominata “albero strangolatore”.

A Palermo, però, è conosciuto con un nome più suggestivo e affettuoso: “l’albero che cammina”. La sua piantumazione risale al periodo successivo alle vicende legate alla Spedizione dei Mille, quando il sindaco Antonio Starabba di Rudinì volle dare un segno di rinascita. L’intento era quello di coprire simbolicamente, con il verde, il ricordo delle esecuzioni avvenute in piazza durante l’epoca dell’Inquisizione spagnola.

Proprio lì si consumarono gli ultimi roghi davanti al Palazzo Chiaramonte-Steri, sede del tribunale per oltre due secoli. Oggi il Comune di Palermo riconosce questo ficus come uno dei più imponenti e antichi del Paese. Il giardino che lo accoglie è dedicato a Giuseppe Garibaldi, simbolo dell’unità nazionale. Nel 2011 la pianta è stata celebrata come “Albero dei 150 anni dell’Unità d’Italia” e nel 2016 è entrata ufficialmente nel registro degli alberi monumentali italiani.

Anche nella cronaca nera

La sera di venerdì 12 marzo 1909, intorno alle 20:45, una serie di colpi d’arma da fuoco ruppe la quiete di Piazza Marina, dove alcune persone attendevano il tram al capolinea. Dopo le prime tre esplosioni ravvicinate, seguite da una quarta, si diffuse il panico tra i presenti.

Solo il giovane marinaio Alberto Cardella ebbe il coraggio di correre verso il Giardino Garibaldi, punto da cui provenivano gli spari. Qui assistette alla scena di un uomo che si accasciava lentamente, mentre due aggressori si allontanavano rapidamente nell’oscurità.

La vittima era Joe Petrosino, tenente della polizia di New York nato a Padula nel 1860. Petrosino guidava una squadra di agenti impegnati a contrastare la Mano Nera, responsabile di estorsioni ai danni degli immigrati italiani negli Stati Uniti. Si trovava a Palermo per raccogliere informazioni sui precedenti penali di alcuni criminali emigrati, con l’obiettivo di favorirne l’espulsione.

La missione, inizialmente segreta, divenne nota a causa di una fuga di notizie. In seguito, il Comune di Palermo ha collocato una targa commemorativa nel luogo dell’agguato. I funerali si svolsero a New York il 12 aprile 1909 e videro la partecipazione di circa 250.000 persone, a testimonianza della grande emozione suscitata dalla sua morte.

I problemi di salute

L'albero però ora è malato: è retto da radici aeree, vere e proprie colonne, ma alcuni pezzi potrebbero venire giù. A lanciare l’allarme sono stati recentemente Paolo Inglese e Antonio Motisi, docenti di Coltivazioni arboree dell’Università di Palermo.

“Ha una defoliazione del 70-80 per cento: le foglie sono piccole e continuano a cadere”, sostengono nel loro appello. "Non si tratta di una pianta eterna e una porzione rilevante sta male. La causa potrebbe essere una tracheomicosi, un’infezione fungina che colpisce le radici e compromette la circolazione della linfa nella pianta".


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