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Inquinamento in Italia, la classifica delle città dove si respira meglio e peggio

Le analisi territoriali dell’Istat su verde urbano, consumi energetici, temperature e fotovoltaico delineano un’Italia profondamente disomogenea.
Sostenibilità27 Maggio 2026 - ore 17:39 - Redatto da Meteo.it
Sostenibilità27 Maggio 2026 - ore 17:39 - Redatto da Meteo.it

Il Rapporto Istat 2026 mostra un’Italia urbana dove il verde cresce in superficie ma non sempre nella reale accessibilità per i cittadini. Nei capoluoghi si contano oltre 590 km² di aree verdi, pari a 33,7 metri quadrati per abitante, ma la quota effettivamente fruibile scende a 15,9 metri quadrati pro capite.

Le differenze territoriali sono marcate: il Nord-est raggiunge i valori più alti, mentre nelle grandi città metropolitane la media si ferma a 13,6 metri quadrati contro i 18,4 degli altri capoluoghi.

Inquinamento in Italia, la classifica delle città dove si respira peggio

Il Rapporto Istat 2026 evidenzia una crescita significativa della forestazione urbana in Italia, segnalando un’espansione costante degli interventi nei comuni capoluogo. Le città coinvolte in progetti già avviati o conclusi sono 68, mentre nel 2013 erano appena 32, con una superficie totale che si avvicina ai 16 milioni di metri quadrati.

Rispetto al 2023 si registra un aumento del 6,2%, che sale al 35% se confrontato con il 2013, con un’accelerazione più evidente negli ultimi anni soprattutto nel Mezzogiorno e nelle grandi aree metropolitane.

Parallelamente, il report segnala un peggioramento delle condizioni climatiche urbane nei capoluoghi di regione, con un aumento di giorni estivi e notti tropicali quasi ovunque negli anni recenti. I giorni estivi indicano temperature massime superiori ai 25 gradi, mentre le notti tropicali sono quelle in cui le temperature non scendono sotto i 20 gradi. In sostanza, le città diventano più calde di giorno e non si raffreddano abbastanza di notte.

Nel quadro energetico e ambientale delle città italiane emergono differenze significative tra aree del Paese: Bologna e Venezia risultano tra i centri con l’aumento più marcato dei consumi di energia elettrica.

Le città dove si respira meglio

Nel 2024 il quadro delle energie rinnovabili in Italia mostra una forte evoluzione, con quasi la metà della produzione elettrica nazionale, pari al 49,6%, proveniente da fonti pulite un totale di 134,358 TWh. All’interno di questo mix, l’idroelettrico resta la principale fonte con il 36,2%, mentre il fotovoltaico continua a crescere e raggiunge il 26,8% del totale.

Negli ultimi anni gli impianti solari hanno avuto una diffusione rapidissima, passando da circa 687 mila nel 2015 a quasi 1,88 milioni nel 2024, con un incremento del 172,7%. Nei capoluoghi si concentra una quota importante del sistema, pari al 14,9% degli impianti nazionali, circa 280 mila installazioni che generano 4,796 TWh, corrispondenti al 13,3% della produzione complessiva.

Dal punto di vista territoriale emerge una distribuzione particolare: il Nord ospita quasi la metà degli impianti urbani, ma il Mezzogiorno produce la quota più alta di energia grazie a una maggiore esposizione solare. Infatti il Sud contribuisce al 40,4% della produzione fotovoltaica dei capoluoghi pur avendo meno potenza installata rispetto ad altre aree.

Tra le principali città metropolitane italiane, Venezia, Firenze, Torino e Bologna si distinguono per la maggiore disponibilità di aree verdi realmente fruibili dai cittadini, risultando tra i centri urbani più virtuosi per accesso e qualità degli spazi verdi pubblici.

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