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“Difendere il pianeta è un dovere”, la nuova battaglia Onu contro l’inquinamento: responsabilità e obblighi per gli Stati inquinanti

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva una risoluzione storica che rafforza gli obblighi degli Stati nella lotta ai cambiamenti climatici. Per l'Onu, proteggere ambiente e cittadini dalle emissioni inquinanti è una responsabilità.
Sostenibilità22 Maggio 2026 - ore 12:35 - Redatto da Meteo.it
Sostenibilità22 Maggio 2026 - ore 12:35 - Redatto da Meteo.it

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una nuova risoluzione che rafforza il principio secondo cui proteggere il pianeta dai cambiamenti climatici non è più soltanto una scelta politica, ma un vero e proprio dovere giuridico internazionale. Una decisione definita storica dal Segretario Generale dell’ONU António Guterres, che ha parlato apertamente di responsabilità degli Stati nel difendere i propri cittadini dall’“aggravarsi della crisi climatica”.

La risoluzione, promossa da Vanuatu insieme ad altri Paesi particolarmente vulnerabili agli effetti del riscaldamento globale, è stata adottata dopo un lungo dibattito con 141 voti favorevoli, otto contrari e 28 astensioni.

La nuova risoluzione Onu sul clima: cosa cambia

Il testo approvato dall’Assemblea Generale arriva pochi mesi dopo una decisione considerata epocale della Corte Internazionale di Giustizia (ICJ), il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite. Nel luglio 2025 la Corte aveva infatti stabilito che gli Stati hanno l’obbligo di proteggere l’ambiente dalle emissioni di gas serra.

Secondo i giudici internazionali, se un Paese viola questi obblighi può essere ritenuto legalmente responsabile e potrebbe essere costretto a interrompere le attività dannose, garantire che non si ripetano e persino risarcire i danni provocati.

Sebbene i pareri della Corte Internazionale di Giustizia non siano formalmente vincolanti, possiedono un grande peso giuridico e morale e contribuiscono a definire il diritto internazionale.

Per questo motivo il voto dell’ONU rappresenta un passaggio cruciale: il contrasto alla crisi climatica viene riconosciuto sempre più come un obbligo legale e non solo come una promessa politica.

Guterres: “La crisi climatica colpisce chi ha meno responsabilità”

Dopo il voto, António Guterres ha ribadito che le popolazioni meno responsabili dell’inquinamento globale stanno pagando il prezzo più alto della crisi climatica.

Secondo il Segretario Generale dell’ONU, la strada verso la giustizia climatica passa attraverso “una transizione rapida, equa e giusta dai combustibili fossili alle energie rinnovabili”.

Guterres ha inoltre sottolineato che le energie rinnovabili rappresentano oggi la forma di energia più economica e sicura e che l’obiettivo di limitare l’aumento della temperatura globale entro 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali è ancora raggiungibile.

Cosa prevede la risoluzione approvata dall’Assemblea ONU

La nuova risoluzione invita tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite ad adottare ogni misura possibile per evitare danni significativi al clima e all’ambiente, comprese le emissioni prodotte all’interno dei propri confini.

I governi vengono inoltre esortati a:

  • rispettare gli impegni già assunti con l’Accordo di Parigi;
  • collaborare in buona fede nella lotta globale ai cambiamenti climatici;
  • coordinare le politiche ambientali a livello internazionale;
  • garantire che le strategie climatiche proteggano diritti fondamentali come salute, vita e condizioni di vita dignitose.

L’obiettivo è rafforzare la cooperazione internazionale in un momento in cui gli effetti del riscaldamento globale sono sempre più evidenti tra eventi climatici estremi, siccità, incendi e innalzamento del livello dei mari.

I Paesi contrari alla risoluzione Onu

Non tutti gli Stati hanno sostenuto il documento. A votare contro la risoluzione sono stati Bielorussia, Iran, Israele, Liberia, Russia, Arabia Saudita, Stati Uniti e Yemen.

La proposta era stata guidata da Vanuatu, piccolo Stato insulare del Pacifico considerato tra i più esposti ai rischi legati alla crisi climatica, dall’innalzamento degli oceani alle tempeste tropicali sempre più intense.

Perché questa decisione può diventare storica

Per molti osservatori internazionali, il voto dell’Assemblea Generale dell’ONU potrebbe segnare una svolta nella lotta ai cambiamenti climatici. La questione ambientale non viene più trattata soltanto come un tema etico o politico, ma come una responsabilità giuridica degli Stati verso cittadini e generazioni future.

Il principio affermato dalle Nazioni Unite potrebbe infatti influenzare future cause internazionali contro governi e grandi inquinatori, aumentando la pressione globale per accelerare la transizione energetica e ridurre le emissioni di gas serra.

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