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Influenza, primo ricovero per la variante australiana. L’importanza dei vaccini

Il primo ricovero per la variante australiana dell’influenza australiana si registra a Genova. Ecco quali sono i rischi di complicazioni e chi deve vaccinarsi.
Salute5 Novembre 2024 - ore 09:14 - Redatto da Meteo.it
Salute5 Novembre 2024 - ore 09:14 - Redatto da Meteo.it

C’è un primo ricovero per l’influenza australiana H3N2 a Genova. "Si tratta di un signore di 76 anni con un quadro clinico impegnativo e sintomi importanti" fa sapere su X Matteo Bassetti, direttore di Malattie infettive all'ospedale policlinico San Martino di Genova dove si trova l’uomo. "In particolare, predomina il quadro neurologico a dimostrazione del tropismo di H3N2 per tanti organi tra cui i polmoni e il cervello. Se il buongiorno si vede dal mattino… non sarà una bella stagione influenzale".

Influenza, rischio di complicazioni

La variante australiana dell'influenza stagionale H3N2 aumenta il rischio di complicazioni. Tra queste la polmonite, che specialmente in Australia e nell'emisfero sud del mondo sta causando molti ricoveri ospedalieri. Il primo caso di influenza in Italia risale all'11 ottobre a Novara. Ora siamo al primo ricovero.

"Abbiamo già visto nell'altro emisfero, dove l'inverno arriva sei mesi prima del nostro, che l'Australiana è una malattia molto seria con molti casi, più di 15 milioni e con molte ospedalizzazioni, quindi su questo dato evidentemente dobbiamo temere che anche in Italia ci sarà una forma influenzale particolarmente grave. Ci dobbiamo aspettare una numerosità di encefaliti superiore a quella che abbiamo registrato negli anni scorsi", spiega, come riporta l’Ansa, Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit, Società italiana malattie infettive e tropicali.

Vaccinazioni per over 60 e persone con cronicità

Ci si concentra sull’importanza delle vaccinazioni soprattutto tra gli over 60 e le persone con patologie croniche. "Ricordiamoci che comunque in Italia mediamente ogni anno muoiono tra le 5.000 e le 15.000 persone per l'influenza, quindi evidentemente quando ragioniamo di una forma particolarmente grave come potrebbe essere l'Australiana, ci dobbiamo attendere una letalità che risulta essere particolarmente importante e quindi la vaccinazione diventa fondamentale. È bene ricordare che tutti i virus influenzali possono arrivare al sistema nervoso centrale, quindi sono in grado di dare encefaliti anche molto gravi e molto rilevanti. Più la forma influenzale è grave più osserveremo un numero più alto di casi con interessamento del sistema nervoso centrale".

"I primi casi sono per il momento sporadici, sono meno di una decina quelli registrati finora, maggiormente al Nord ma qualcuno anche al Sud Italia", ha spiegato sempre all'Ansa Antonio Bella ricercatore del Dipartimento Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità e responsabile della Sorveglianza epidemiologica InfluNet.

“Nessun allarme su variante australiana”

"Non desta preoccupazione e non c'è ufficialità del caso riportato sui giornali del sottotipo H3n2 dell'influenza stagionale”, precisa Maria Rosaria Campitiello, capo Dipartimento della Prevenzione del ministero della Saluta. “Alla sorveglianza nazionale non è pervenuta alcuna notifica e, se anche dovesse arrivare, per ora non abbiamo prove a supporto del fatto che sia più aggressiva, come invece leggiamo su alcuni articoli stampa”.

Allarmi come questi "servono solo a ricordarci l'importanza di vaccinare anziani e malati cronici, visto che i vaccini disponibili quest'anno coprono anche questo sottotipo del virus. Nell'emisfero australiano questa variante ha già circolato e non ha avuto conseguenze particolarmente gravi in persone non a rischio".

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