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Incendi e condizioni meteo estreme: il North Rim del Grand Canyon devastato dalle fiamme

Nei giorni scorsi un rogo improvviso e di forte intensità ha completamente distrutto lo storico Grand Canyon Lodge. Non si segnalano feriti.
Eventi estremi14 Luglio 2025 - ore 12:59 - Redatto da Meteo.it
Eventi estremi14 Luglio 2025 - ore 12:59 - Redatto da Meteo.it

In questi giorni un incendio devastante e improvviso ha distrutto il celebre Grand Canyon Lodge, punto di accoglienza situato sul versante nord del famoso parco nazionale americano. Il rogo ha coinvolto anche numerosi edifici storici e strutture fondamentali, spingendo le autorità a disporre la chiusura dell’intera area al pubblico per il resto della stagione.

Incendio divampa nel Grand Canyon, distrutto uno storico lodge

Come riferito da Ed Keable, sovrintendente del parco, l’incendio ha distrutto tra i 50 e gli 80 edifici, tra cui il centro per i visitatori, una stazione di servizio, l’impianto per il trattamento delle acque reflue, un edificio amministrativo e diverse residenze destinate al personale. Fortunatamente non si segnalano feriti, ma le ripercussioni ambientali e sanitarie destano preoccupazione.

Il rogo dell’impianto di depurazione ha infatti liberato nell’aria gas di cloro, una sostanza più densa dell’aria che tende ad accumularsi nelle aree più basse. Secondo i Center for Disease Control and Prevention, l’esposizione a concentrazioni elevate di questo gas può provocare irritazioni oculari, difficoltà respiratorie e altri effetti nocivi per la salute.

L'incendio devastante, denominato Dragon Bravo Fire, è stato originato da un fulmine il 4 luglio. Inizialmente, i pompieri avevano optato per una tattica di contenimento, lasciando bruciare in modo guidato la vegetazione per ridurre il materiale infiammabile.

Tuttavia, dopo circa una settimana, le condizioni meteorologiche avverse, con temperature elevate, umidità quasi assente e venti intensi, hanno favorito una rapida espansione delle fiamme, che hanno finito per estendersi su un’area di circa 20 chilometri quadrati.

Il versante nord del parco è stato evacuato lo scorso giovedì e rimarrà inaccessibile per il resto della stagione turistica. Per ragioni di sicurezza, anche escursionisti e operatori antincendio presenti nell’area sono stati allontanati, mentre ai visitatori che percorrono il fiume Colorado è stato raccomandato di evitare soste presso il celebre Phantom Ranch, situato più a valle.

Nel frattempo, i vigili del fuoco si sono trovati a contrastare un secondo vasto incendio nella regione: il White Sage Fire, che ha già consumato circa 162 chilometri quadrati di territorio. Le squadre impegnate sul campo, supportate da mezzi pesanti come bulldozer, sono riuscite a contenere l’avanzata delle fiamme sul fronte meridionale.

Tuttavia, nei settori nord ed est il fuoco continua a propagarsi rapidamente, favorito dalla presenza di erba secca e alberi morti. Per cercare di frenare l’incendio, si stanno creando barriere di sicurezza per proteggere l’area delle Vermilion Cliffs, nota per le sue spettacolari formazioni rocciose dalle tonalità rossastre.

Cambiamento climatico, più incendi negli Usa

Quello del Grand Canyon non è certo un caso isolato: anche il Colorado è stato interessato da incendi scatenati da fulmini durante la stessa ondata temporalesca. Uno di questi roghi, sviluppatosi nei pressi del Black Canyon of the Gunnison National Park, ha costretto all’evacuazione di diverse abitazioni e ha spinto il governatore Jared Polis a proclamare lo stato di emergenza. Un altro incendio ha colpito l’area di confine tra Colorado e Utah, distruggendo oltre 36 chilometri quadrati di territorio.

L’aumento delle temperature, la presenza diffusa di vegetazione arida e le forti raffiche di vento stanno contribuendo a un incremento degli incendi estivi di ampia portata, in particolare nelle zone montuose e aride dell’Ovest degli Stati Uniti.

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