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Gli incendi contribuiscono, e non poco, al riscaldamento globale

Un recente studio scientifico ha messo in luce il ruolo che anche il fumo bianco e le particelle più chiare, prodotte durante gli incendi, trattengono la luce solare e favoriscono l'aumento delle temperature globali
Ambiente31 Agosto 2023 - ore 07:03 - Redatto da Redazione Meteo.it
Ambiente31 Agosto 2023 - ore 07:03 - Redatto da Redazione Meteo.it

L'aumento del numero e dell'estensione degli incendi è sia una conseguenza dell’innalzamento delle temperature sia una causa del riscaldamento globale. Oltre ai danni che i roghi determinano alle foreste, agli ecosistemi viventi e - in alcuni casi - alle persone, questi hanno un ruolo significativo anche nel progressivo peggioramento delle condizioni ambientali. Infatti, il fumo rilasciato durante gli incendi contiene delle particelle più scure che contribuiscono direttamente all’effetto serra e altre, più chiare, che trattengono la luce solare e scaldano l’atmosfera.

Il ruolo decisivo degli incendi nel modificare il clima

Una delle conseguenze più evidenti del riscaldamento globale è l’aumento degli eventi atmosferici e meteo-climatici estremi, tra cui possono essere fatti rientrare anche gli incendi. Nonostante nella maggior parte dei casi siano appiccati da esseri umani, il grande caldo ne favorisce certamente la diffusione, quindi ne amplifica le conseguenze.

Una recente ricerca scientifica, condotta da un team della McKelvey School of Engineering e pubblicata su Nature Geoscience, ha evidenziato un ulteriore problematica relativa agli incendi. Si chiama fenomeno del cosiddetto dark brown carbon e consiste nella produzione, durante gli incendi, di particelle che rientrano tra quelle chiare e che favoriscono direttamente il riscaldamento globale.

Queste ultime, infatti, assorbono l’energia dei raggi solari e la trattengono, contribuendo ad alimentare il circolo vizioso dell’incremento della temperatura media globale. Il potere assorbente delle particelle chiare è minore rispetto a quelle scure, ma le prime sono presenti in quantità decisamente superiori. In pratica, se finora si era sempre ritenuto che il fumo bianco fosse benigno, ora queste nuove evidenze mostrano che dev'essere considerato come un fattore importante per valutare l’evoluzione del riscaldamento globale e l'impatto ambientale degli incendi.

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