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In quest'isola la plastica forma delle rocce: com'è possibile?

Un'isola finora incontaminata dall'azione dell'uomo è protagonista di un evento allarmante: si sono formate delle rocce di plastica. Com'è accaduto?
Ambiente14 Aprile 2023 - ore 10:33 - Redatto da Redazione Meteo.it
Ambiente14 Aprile 2023 - ore 10:33 - Redatto da Redazione Meteo.it

C'è un'isola paradisiaca nell'Oceano Atlantico in cui si sono formate delle rocce artificiali a partire dai rifiuti plastici. Ecco com'è possibile e perché il tutto è pericoloso.

Rocce di plastica nell'Oceano Atlantico

La Ilha da Trindade è una piccola isola vulcanica situata nell'Oceano Atlantico, distante circa 1140 chilometri dalla costa brasiliana di Vitoria e 2400 da quella di Rio de Janeiro. L'isola è nota per le sue spiagge di sabbia bianca e le acque cristalline, ma purtroppo è anche famosa per la sua enorme quantità di rifiuti di plastica che si accumulano sulle sue coste. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Marine Pollution Bulletin, i rifiuti di plastica presenti sull'isola provengono prevalentemente dalle attività umane, come la pesca e il trasporto marittimo, e vengono portati a riva dalle correnti marine.

Ciò che rende unica l'Ilha de Trindade è che i rifiuti di plastica non si limitano ad accumularsi sulle spiagge, ma si stanno trasformando in rocce di plastica. Il processo di trasformazione è dovuto alle alte temperature che si registrano sull'isola, che fondono la plastica e la fanno aderire alle rocce vulcaniche presenti sull'isola. Lo studio ha rilevato che le rocce di plastica presenti sull'isola vulcanica contengono principalmente polipropilene e polietilene, due dei materiali di plastica più utilizzati al mondo. Ciò è particolarmente preoccupante perché questi materiali sono a bassa densità e galleggiano facilmente, il che significa che possono viaggiare per lunghe distanze attraverso gli oceani.

Come sono state scoperte le rocce di plastica e perché sono pericolose

La presenza di rocce di plastica sull'Ilha de Trindade è stata scoperta quasi per caso da Fernanda Avelar Santos, una delle principali ricercatrici che ha operato in quest'area. Durante uno studio sui rischi geologici dell'isola, si è imbattuta in alcune rocce che per colore e aspetto risultavano diverse dalle altre. Incuriosita, ha deciso di portare avanti delle analisi più approfondite dalle quali si è capita l'origine di quelle caratteristiche artificiali e allarmanti degli scogli. Si tratta infatti di plastica prevalentemente proveniente dalle reti da pesca; queste vengono portate a riva dalle correnti marine e, con le alte temperature, si sciolgono fondendosi alla roccia dell'isola.

Il fenomeno non è nuovo, ma ciò che allarma gli scienziati è che si sia verificato in un unico luogo per di più remoto, lontano dall'operato umano. Oltre a far riflettere per la capacità di diffusione della plastica, l'accaduto preoccupa perché l'isola vulcanica in questione è tra i principali siti in cui nidificano le tartarughe verdi della specie Chelonia mydas, a forte rischio estinzione. L'impatto che queste rocce plastiche possono avere nel lungo periodo su queste tartarughe e sull'intero ecosistema in generale rischia di essere disastroso.

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Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Settembre ore 05:36

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