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Vino sostenibile, approvato il disciplinare per produrlo: le novità e cosa significa

Approvato il nuovo disciplinare per la produzione vino ecologico. Ecco le novità sulla sostenibilità della filiera del vino.
Sostenibilità19 Marzo 2022 - ore 12:10 - Redatto da Redazione Meteo.it
Sostenibilità19 Marzo 2022 - ore 12:10 - Redatto da Redazione Meteo.it

Il ministero delle Politiche agricole ha approvato il decreto per la produzione del vino sostenibile. Atteso dagli operatori del settore il disciplinare sulla sostenibilità. Nel documento ci sono alcuni passaggi che hanno suscitato anche qualche perplessità. Tra di esse si discute della possibilità di utilizzare pesticidi come il glifosato, un erbicida introdotto in agricoltura negli anni '70.

Disciplinare sulla sostenibilità della filiera del vino

Quando il termine ecosostenibile incontra i prodotti agroalimentari siamo in presenza di elementi di cui andare fieri. Il nostro Paese punta proprio su quella qualità che permette, al vino italiano, di distinguersi nel mondo. Siamo infatti stati i primi a creare un disciplinare che ha lo scopo di evidenziare le buone pratiche e le esperienze praticate in materia di sostenibilità nel settore vitivinicolo. Il disciplinare sulla sostenibilità passa attraverso vari schemi di certificazione della qualità sostenibile operanti a livello nazionale e prevede un logo distintivo che certificherà il rispetto di regole di produzione che pongono attenzione all'impatto ambientale.

La certificazione prevede una fase transitoria per tutto il 2022, durante la quale la sostenibilità vitivinicola verrà riconosciuta sulla base degli standard già previsti dal Sqnpi, il Sistema di qualità nazionale di produzione integrata. A partire dal 2023 sarà invece completato interamente il processo di integrazione dei diversi sistemi.

Il documento interessa vari punti, che vanno dalla "fase agricola" alla "fase post raccolta e lavorazione". Nel disciplinare si legge infatti che l'operatore è tenuto a identificare, caratterizzare e gestire quelle aree semi-naturali non coltivate situate sul territorio, prevedendo azioni che tutelino la biodiversità. Per i reflui derivanti dagli impianti di trasformazione e dal condizionamento è previsto obbligo di monitoraggio e gestione della produzione, mentre il prelievo d'acqua dolce da corpo idrico superficiale o da falda per gli utilizzi sopra descritti dovrà essere registrato.

I produttori devono predisporre un documento che indichi il peso medio della bottiglia di vetro e i consumi energetici delle cantine per ogni litro di vino prodotto, monitorando consumo, produzione o acquisto di energia da fonti energetiche rinnovabili, ma anche prevedere l'impiego di materiali per il confezionamento riciclabili o riciclati.

Un progetto ambizioso, che sembrerebbe garantire la presenza, sulle tavole italiane e di tutto il mondo, di vini ecologici. In realtà però non tutto sarebbe così perfetto e alcune parti del provvedimento fanno storcere il naso a coloro che invece avevano visto in quel logo una certezza di prodotti vitivinicoli che rispettano ambiente e consumatori.

Pesticidi negli standard del vigneto sostenibile

Si tratterà veramente di un cambiamento radicale a vantaggio dell'ambiente e dei consumatori? Il disciplinare provvisorio 2022 prevede l'utilizzo di diserbo con glifosati. Si tratta di un pesticida tossico per gli organismi acquatici, con effetti di lunga durata. Nell'elenco delle sostanze ammesse vi sono poi altri fitofarmaci come:

  • Folpet
  • Metiram
  • Ditianon
  • Fluanizam
  • Dimetomorf
  • Iprovalicarb
  • Mandipropamid
  • Xozamide

Quasi tutte queste sostanze sono responsabili di azioni dannose alla fauna acquatica e per alcune di esse i danni si estendono anche all'uomo. Reazioni allergiche, effetti cancerogeni, danni agli organi e lesioni oculari sarebbero alcune delle possibili conseguenze dei fitofarmaci che sono stati inseriti tra i pesticidi ammessi. E se il preliminare provvisorio del 2022 li contiene, è verosimile attendersi che questi rimangano tra i prodotti concessi anche nel disciplinare definitivo dal 2023.

La presenza di pesticidi ha finito per creare perplessità in molti esperti di agricoltura biologica, convinti che il nuovo disciplinare consenta alle aziende di accedere ai contributi della politica agricola comune, esibendo un marchio di sostenibilità che potrebbe racchiudere però anche lo spargimento di pesticidi e fungicidi. Il logo potrebbe identificare come sostenibile un prodotto per ottenere il quale si è fatto uso di fitofarmaci.

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