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Crisi climatica, coste italiane a rischio: erosione in quasi metà dei comuni e 40 milioni di mq di spiagge scomparsi

Legambiente lancia l'allarme: "Dal 2010 al 2026 salgono a 308 i comuni costieri colpiti da un totale di oltre mille eventi meteo estremi".
Sostenibilità29 Luglio 2026 - ore 17:23 - Redatto da Redazione Meteo.it
Sostenibilità29 Luglio 2026 - ore 17:23 - Redatto da Redazione Meteo.it

L'ultimo report "Spiagge. Gli impatti degli eventi meteo estremi e la gestione delle aree costiere italiane" di Legambiente fotografa una situazione critica per tantissimi comuni costieri italiani per via dell'erosione costiera.

Legambiente: "48% dei comuni costieri in Italia colpiti dall'erosione"

I cambiamenti climatici minacciano sempre più i comuni costieri in Italia. Secondo gli ultimi dati diffusi da Legambiente nel report "Spiagge. Gli impatti degli eventi meteo estremi e la gestione delle aree costiere italiane", dal 2010 al 2026 sono saliti a 308 su un totale di 643 i comuni costieri colpiti da più di mille eventi climatici estremi.

Attenzione: i dati parlano chiaro visto che se nel 2023 i comuni costieri colpiti da eventi estremi erano il 37,3% del totale, nel 2024 il 41,2%, nel 2025 il 45,4%, ad oggi abbiamo raggiunto il 48% dei comuni.

Non è un problema solo legato alle continue e prolungate ondate di calore anche se il caldo estremo è sicuramente tra le cause del divampare di incendi. Legambiente, infatti, ha sottolineato come il cambiamento climatico sia il reale responsabile dell'erosione dei lidi.

Gli eventi meteorologici estremi sono diventati quasi all'ordine del giorno con numeri impressionanti: 404 allagamenti causati dalle piogge intense, 286 trombe d'aria e 107 mareggiate.

Legambiente: "Eventi estremi: il Sud Italia il più colpito"

L'impatto di eventi meteorologici estremi di tale portata hanno messo in ginocchio i comuni costieri in diverse città italiane, in particolare Genova, Bari e Palermo. Dati alla mano è il Sud Italia, con Puglia, Sicilia e Calabria, l'area più colpita dall'erosione costiera.

Nel dettaglio la Sicilia guida la classifica negativa con 232 eventi estremi, mentre al secondo posto c'è la Puglia con 136 e terzo posto la Calabria con 104 eventi estremi. Tra le regioni più colpite ci sono anche Liguria, con 99, Campania con 88 e Lazio con 69 eventi.

Se passiamo alle città più colpite dagli eventi estremi, Genova è la vincitrice di questo triste primato negativo con 50 eventi estremi seguita da Bari (44), Palermo (38), Agrigento (35) e Napoli (27).

Allarme Legambiente: Italia ancora senza un piano nazionale di adattamento

Legambiente e l'Osservatorio Città Clima hanno poi confrontato i dati italiani con quelli degli Stati Europei. I numeri parlano chiaro: la situazione in Italia è peggiore rispetto alla Spagna, Inghilterra o Belgio, dove sono stati attivati dei piani nazionali di adattamento specifico. Solo in Scozia e in Galles ci sono 20 piani ad hoc per fronteggiare la crisi climatica.

Anche l'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), l'ente pubblico di ricerca italiano vigilato dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, che si occupa di proteggere l'ambiente, studiare la natura e coordinare i controlli sul territorio ha sottolineato come negli ultimi 50 anni i litorali italiani hanno perso più di oltre 40 milioni di metri quadrati di spiagge.

"Questo ha significato la perdita diretta di importanti ecosistemi e l’esposizione ad un rischio di degrado di una fascia di territorio sempre più compressa dallo sviluppo urbano e infrastrutturale", spiega Legambiente che ha posto l'attenzione sulla totale assenza di un piano nazionale per l’adattamento specifico delle coste alla crisi e cambiamento climatico.

Aggiunge Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente: "Occorre mettere in campo una strategia nazionale di difesa delle coste sempre più fragili a causa della crisi climatica ma anche dell’eccessiva attività antropica e del consumo di suolo». E conclude: «L’aumento degli eventi meteo estremi e il Ciclone Harry che nei mesi scorsi ha colpito diverse regioni siano un monito».

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