Artemis II è la missione dei record: ci sono 3 primati assoluti nell'equipaggio che raggiungerà la Luna

Il 1° aprile alle 18:36 EDT (00:36 del 2 aprile ora italiana) è iniziato il viaggio di Artemis II, che riporterà dopo oltre 50 anni l'uomo attorno alla Luna, per ora senza allunaggio. I quattro astronauti che compongono l'equipaggio, dopo aver lasciato la base di Cape Canaveral, sono ora in viaggio verso l'orbita lunare.
Artemis II, la missione Nasa dei record
La data del 1° aprile 2026 sarà, con molta probabilità, destinata a rimanere impressa nella storia. La partenza del razzo Space Launch System dalla base di Cape Canaveral in Florida è avvenuta senza intoppi alle 18:36 ora locale (le 00:36 del 2 aprile in Italia), con un progetto della Nasa che riporta, dopo oltre 50 anni dalla leggendaria impresa Apollo 13, l'uomo sulla Luna.
Si tratta infatti della seconda missione del programma Artemis, la prima con equipaggio umano. Parlando di primati, ad Artemis 2 va anche quello di dover affrontare 40 minuti senza comunicazioni con la Terra, una traiettoria di rientro libero e il rientro atmosferico più estremo mai tentato nel volo umano.
La composizione dell'equipaggio a bordo della navetta Orion, che era stata annunciata nel 2023 dalla National Aeronautic and Space Administration, la Nasa, comprende quattro persone, tre delle quali contribuiscono a dare a questa missione una serie di primati. Oltre al comandante Ride Wiseman alla seconda missione nello spazio, l'equipaggio vede infatti il primo astronauta non americano, il primo afroamericano e una donna.
Il comandante Rise Wiserman alla sua seconda missione spaziale
Ex ufficiale della United States Navy ed ex pilota collaudatore su F/A-18 Hornet, Ride Wiseman ha accumulato oltre 2.500 ore di volo. Nel 2009 è entrato alla Nasa e ha partecipato nel 2014 alla missione Expedition 40/41 a bordo dell'Iss (Stazione spaziale internazionale), svolgendo due attività extraveicolari.
Prima di essere assegnato ad Artemis II ha anche ricoperto il ruolo di capo dell'ufficio astronauti della Nasa.
Jeremy Hanson, il primo astronauta non americano
Nell'equipaggio che è partito per un viaggio che lascerà l'orbita terrestre per addentrarsi nello spazio più profondo c'è Jeremy Hanson. Si tratta del primo astronauta non statunitense.
Membro dell'Agenzia Spaziale canadese, Hanson viaggerà al fianco degli astronauti Nasa in quella che è di fatto la sua prima missione.
Il pilota Victor Glover è il primo astronauta afroamericano diretto nell'orbita lunare
Victor Glover è alla sua seconda missione, ed è il pilota designato a condurre manualmente la capsula Orion in alcune fasi della missione, al fine di testare manovre che potrebbero rivelarsi determinanti per le missioni future.
Ex aviatore della Marina statunitense, Glover ha già partecipato a una missione dell'Iss nel 2020, anche se Artemis II gli offrirà l'opportunità di varcare per la prima volta confini che vanno ben oltre l'orbita terrestre bassa.
Christina Koch, la prima astronauta donna diretta sulla Luna
Il nome di Christina Koch ha contribuito a dare alla missione dei primati un valore aggiuntivo.
Astronauta di origine americana, Koch aveva in precedenza già stabilito un altro primato, quello di permanenza consecutiva nello spazio per una donna. Dopo aver viaggiato per 328 giorni sulla Stazione Spaziale Internazionale, è oggi la prima figura femminile diretta verso il nostro satellite naturale.
La missione Artemis II, i primati tecnici e il legame con l'Italia
Oltre ai tanti record costituiti dall'equipaggio, la nuova missione diretta sulla Luna detiene anche dei record tecnici, uno dei quali la collega al nostro Paese.
L'equipaggio arriverà a circa 400.000 km dalla Terra, superando addirittura la distanza stabilita dalla missione Apollo. Mentre saranno impegnati nel sorvolo della faccia nascosta della Luna, gli astronauti rimarranno isolati per circa 40 minuti. Un'ultima prova estrema li attende al rientro, quando la capsula spaziale affronterà velocità superiori a 11 km/secondo, con temperature estreme dalle quali potranno proteggersi grazie allo scudo termico ablativo.
Ma qual è il legame tra la missione Apollo 2 e l'Italia? Il modulo di servizio europeo della capsula Orion (che fornisce energia, propulsione e supporto vitale ai membri dell'equipaggio) è stato realizzato grazie a un contributo industriale italiano. C'è anche un altro dettaglio che contribuisce a dare un po' di profumo italiano a questa importante missione: a sviluppare i panneli solari e parte dell'elettronica di distribuzione energetica è stata, infatti, l'azienda Leonardo (ex Finmeccanica).
Il viaggio di Artemis 2
Il 1° aprile alle 18:36 (quando in Italia erano le 00:36 del 2 aprile) il razzo Space Launch System della Nasa è decollato dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral.
La capsula Orion - con a bordo i 4 astronauti dell'equipaggio - resterà in viaggio per 10 giorni. Dopo 24 ore nell'orbita terrestre, nella notte la navicella ha acceso i motori e ha iniziato il suo viaggio nello spazio profondo. La fase attuale della navicella è nota come iniezione translunare (TLI). Per i prossimi giorni navigherà diretta verso l'orbita lunare, e nel giorno di Pasquetta è previsto il tanto atteso volo intorno alla Luna, mantenendosi comunque a una distanza di circa 4000/6000 miglia dalla superficie lunare.
Dopo il sorvolo, gli astronauti inizieranno la fase di rientro, che si concluderà con l'ammaraggio nell'Oceano Pacifico (al largo di San Diego) previsto per il 10 aprile.






