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Enorme deposito di acqua scoperto sulla Luna

La nuova scoperta dell'acqua sulla Luna è epocale e il motivo non sta solo nella gigantesca quantità trovata sul satellite
29 Marzo 2023 - ore 19:35 Redatto da Redazione Meteo.it
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La scoperta è stata effettuata da un team cinese: sulla Luna c'è un enorme deposito di acqua in perle di vetro. Ecco di cosa si tratta e perché la scoperta è così importante.

Maxi serbatoio d'acqua sulla Luna, scoperta storica

La Luna è ufficialmente diventata un maxi deposito d'acqua grazie a una scoperta appena compiuta. Non solo l'acqua è stata trovata, ma la quantità è anche gigantesca: circa 270 trilioni di milioni di chilogrammi depositati in un serbatoio finora rimasto inesplorato e sconosciuto. Ma com'è possibile che ci sia una massa liquida così grande sulla Luna? Semplice, non c'è alcuna massa liquida perché l'acqua si presenta racchiusa in minuscole perle di vetro. Secondo lo studio realizzato da un team di ricerca internazionale coordinato dall'Accademia cinese delle scienze e poi pubblicato su "Nature Geoscience", le perle di vetro si sarebbero generate dagli impatti degli asteroidi.

La scoperta è di assoluta importanza, poiché in futuro gli astronauti potranno estrarre l'acqua direttamente da questo deposito e utilizzarla per diversi scopi. Non è la prima volta che sulla Luna viene individuata dell'acqua, infatti già negli scorsi decenni erano stati scoperti dei piccoli quantitativi. Quest'ultima scoperta però non è solo importante per la quantità di "liquido" rinvenuta, ma perché gli scienziati sono ora in grado di spiegare e dimostrare il ciclo dell'acqua sul nostro satellite. Per fare tutto ciò l'operazione è cominciata 3 anni fa, nel 2020; all'epoca, durante la missione Chang'e 5, furono prelevate alcune perle di vetro ritrovate sulla superficie lunare.

Questi campioni sono stati analizzati e si è giunti alla conclusione che queste perle sono il risultato dei bombardamenti da parte dei meteoriti. La Luna infatti non è protetta dall'atmosfera e i meteoriti e gli altri corpi provenienti dallo spazio non vengono frenati, schiantandosi appunto sul suolo lunare. Il calore che si genera da questo impatto scioglie il materiale della superficie circostante, che si raffredda formando delle perle. Queste ultime sono dunque una sorta di spugne che assorbono e racchiudono le molecole di idrogeno e ossigeno ottenendo, di fatto, dell'acqua intrappolata. Il tutto non sarebbe possibile senza i venti solari, poiché è da qui che si genera l'idrogeno necessario per formare l'acqua unendosi all'ossigeno di cui le rocce e e i minerali lunari sono ricchi: quasi il 50% della superficie totale. E la scoperta apre ora nuovi scenari dell'esplorazione spaziale.

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