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Tempesta solare record: aurore polari e problemi tecnologici

Nelle scorse ore spettacolari luci dell’aurora polare sono riapparse nei cieli di varie zone del Nord Italia, grazie a una tempesta solare di eccezionale intensità.
Ambiente21 Gennaio 2026 - ore 17:17 - Redatto da Meteo.it
Ambiente21 Gennaio 2026 - ore 17:17 - Redatto da Meteo.it
L'aurora a Davos, proprio durante il Forum internazionale.

Nelle scorse ore spettacolari luci colorate hanno illuminato i cieli di varie zone anche del Nord Italia, dove l’aurora polare è tornata a farsi osservare anche a latitudini insolite. L’evento è legato a una tempesta solare di intensità fuori dal comune che ha raggiunto il nostro pianeta, interagendo con il campo magnetico terrestre.

Il fenomeno era stato anticipato da diversi centri di monitoraggio internazionali. Tra questi anche la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), ente statunitense specializzato nello studio del clima e delle attività solari.

Tempesta solare record, aurora polare visibile in Italia

Una tempesta solare di straordinaria potenza sta investendo la Terra ed è considerata la più intensa degli ultimi due decenni, come segnalato dallo Space Weather Prediction Center del National Weather Service. Il fenomeno ha raggiunto il livello S4, classificato come grave, ed è abbastanza forte da generare aurore boreali visibili anche sul Nord Italia.

L’intensità supera persino quella delle famose tempeste solari di Halloween del 2003, finora tra le più rilevanti dell’epoca moderna. Per questo è stato emesso un allarme per una forte tempesta geomagnetica, con possibili conseguenze sulle infrastrutture tecnologiche.

Durante la notte sono già state raccolte numerose segnalazioni, corredate da foto e racconti, di aurore osservate in diverse regioni settentrionali come Piemonte, Valle d’Aosta, Veneto ed Emilia-Romagna. I cieli si sono colorati di sfumature verdi, rosse e violacee, visibili anche a occhio nudo. Le previsioni indicano che le condizioni potrebbero restare favorevoli, aumentando le possibilità di nuove osservazioni. La visibilità dipenderà soprattutto dal bel tempo e dalla distanza dalle fonti di luce artificiale.

Il fenomeno nasce dall’impatto del vento solare con il campo magnetico terrestre. Le particelle provenienti dal Sole penetrano nell’atmosfera e stimolano ossigeno e azoto, dando origine alle tipiche luci dell’aurora. Alla base di tutto vi è una espulsione di massa coronale avvenuta il 18 gennaio. Questa enorme nube di plasma, viaggiando verso la Terra, può causare interferenze a satelliti, GPS e reti elettriche.

I possibili effetti della tempesta geomagnetica

Una tempesta geomagnetica di questa intensità può provocare interruzioni delle comunicazioni radio ad alta frequenza nelle zone polari e creare criticità per le attività satellitari e per alcune missioni spaziali. Nonostante la classificazione di evento grave da parte del Noaa, gli esperti chiariscono che non esistono pericoli diretti per la salute di persone o animali.

Secondo quanto comunicato dallo Space Weather Prediction Center, una espulsione di massa coronale partita dal Sole il 18 gennaio, collegata a un potente brillamento solare di classe X1.9, era attesa in prossimità della Terra tra la sera del 19 e le prime ore del 20 gennaio. L’impatto poteva generare una risposta geomagnetica particolarmente intensa.

Al momento non sono stati segnalati danni significativi alle reti elettriche o alle principali infrastrutture. Alcune compagnie aeree, tuttavia, hanno deciso in via precauzionale di cancellare i voli che sorvolano l’area del Circolo Polare Artico nella notte del 19 gennaio.

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