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Bollette gas, quanto pagheremo questo inverno

Razionamento gas e aumenti bollette, cosa ci attende il prossimo inverno? Ecco alcune ipotesi dopo la cifra record di 318 euro al megawattora raggiunta ieri
{icon.url}26 Agosto 2022 - ore 14:17 Redatto da Redazione Meteo.it
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26 Agosto 2022 - ore 14:17 Redatto da Redazione Meteo.it

Il prezzo del gas continua a correre, e ha ormai raggiunto quote altissime. Gli esperti si dividono, e se da un lato ci sono quelli che ipotizzano il tetto massimo nella cifra record raggiunta il 25 agosto, dall'altro c'è chi ipotizza ancora aumenti. Quanto pagheremo per le bollette del gas il prossimo inverno? Esistono rischi razionamenti?

Prezzo del gas, raggiunta quota record

Il prezzo del gas continua ad aumentare e il 25 agosto ha raggiunto al mercato di Amsterdam la quota record di 318 euro/megawattora. Alla luce di questo ennesimo rincaro del gas sono in molti a chiedersi "quanto pagheremo di gas questo inverno?". Se da un lato l'aumento vertiginoso continua a farsi sentire inevitabilmente sulle aziende, mentre per le famiglie è ancora quasi impercettibile grazie ai limitati consumi del periodo estivo, con l'arrivo dei primi freddi e la conseguente accensione degli impianti di riscaldamento rischia di mettere in ginocchio anche i privati.

Di fatto comunque, stiamo già pagando "salata" la situazione. Secondo una stima fatta da Arte - Associazione dei reseller e trader dell’energia - il prezzo del gas fissato a 318 euro al megawattora porterà a un aumento del 500% della spesa energetica rispetto al periodo pre-Covid. Questo significherà che una famiglia media di 4 persone si troverà a pagare quasi 1.000 euro in più rispetto al periodo pre-pandemico per le bollette di luce e gas. Tutto ciò avrà inevitabilmente ripercussioni sulla capacità d'acquisto degli italiani.

Le cose non vanno certo meglio per le imprese, che con l'aumento dei costi di energia e gas si troveranno costrette a regolare i prezzi dei prodotti. Una stima fatta da Confcommercio prevede che le aziende del terziario si troveranno costrette ad affrontare una spesa energetica di 33 miliardi di euro - ovvero il doppio rispetto al 2019 e il triplo di quanto speso nel 2021.

Claudio Sangalli, presidente di Confcommercio, ha espresso profonda preoccupazione in una recente nota nella quale ha dichiarato

"Il costo dell’energia è, ormai, da vera emergenza. Il nuovo governo dovrà dare risposte immediate accelerando soprattutto sul Recovery Fund energetico europeo e la fissazione di un tetto al prezzo del gas".

Razionamento gas, è un rischio reale?

Come se questo non bastasse poi, incombe sul nostro Paese il rischio razionamento, derivante dall'emergenza energetica causata dal taglio del gas russo. Anche in questo caso i pareri degli esperti sono discordanti - e a fronte di chi vede nei recenti accordi fatti dal Governo Draghi per gli approvvigionamenti di gas con l'Algeria e altri Paesi una mossa fondamentale per diversificare le fonti di approvvigionamento e garantire combustibile sufficiente - c'è chi invece sostiene che siamo in emergenza gas e occorre prevedere fin da ora un razionamento per non trovarsi con case fredde e imprese bloccate nell'inverno.

Come sottolineato dal Ministro del Mite Roberto Cingolani, gli accordi hanno permesso al nostro Paese di ridurre la dipendenza dal gas russo - passata dal 40% al 18% - ma questo non deve distogliere l'attenzione dagli obiettivi ancora da raggiungere. Primo tra tutti il raggiungimento di un tetto del prezzo massimo europeo (price-cup) che possa almeno dare una boccata d'ossigeno ad aziende e famiglie in vista del periodo invernale.

Certo, il raggiungimento di questo obiettivo non sarà sufficiente a scongiurare il rischio di eventuali razionamenti, così come non potrà bastare la scoperta di nuovi giacimenti - come quello individuato da Eni nei pressi di Cipro - per dare una risposta immediata all'esigenza di scorte. La questione rimane dunque aperta, e l'ipotesi razionamento gas non è ancora del tutto scongiurata.

Gas "gratis" e bolletta ridotta: l'iniziativa della Basilicata

Novità, sul fronte dell'emergenza energetica, arrivano dalla Basilicata. A seguito di una legge regionale sulle “Misure di compensazione ambientale per la transizione energetica e il ripopolamento del territorio lucano”, approvata in Consiglio regionale il 13 agosto e firmata dal Presidente della Regione Vito Bardi, le famiglie residenti sul territorio potranno vedere sensibilmente ridotta la bolletta del gas a partire dal prossimo 1° ottobre.

Non si tratterà di una bolletta gas a zero, poiché la Regione si accollerà i soli costi legati al "consumo gas" lasciando a carico degli utenti il pagamento dei costi relativi agli oneri di sistema, alla gestione del contatore e al trasporto. Si tratterà comunque di bollette dimezzate per i cittadini lucani, poiché la spesa per la materia prima è quella che incide maggiormente sugli importi.

La copertura finanziaria degli interventi è quantificata in un massimo di 60 milioni di euro per l’esercizio 2022 e in un massimo di 200 milioni di euro per ciascuno degli esercizi 2023 e 2024. La misura è resa possibile dall'accordo siglato nei mesi scorsi tra il governatore lucano Bardi e le principali compagnie petrolifere, che hanno riconosciuto un risarcimento per i disagi legati all'attività estrattiva. Ricordiamo infatti che la Basilicata è considerata - dal punto di vista energetico - il "Texas" italiano, grazie alla forte presenza di greggio e metano: un miliardo e 79.000 metri cubi di gas estratti nel 2021, secondo i dati del Ministero dello Sviluppo economico.

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