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“Lavorare su turni fa male alla salute”: ecco chi è più a rischio

Chi non segue orari regolari, in particolare la notte, è in pericolo di avere effetti negativi sulla propria salute: “Esacerba gli esiti di ictus ischemico di mezza età, in particolare nelle donne, anche quando i soggetti dello studio sono tornati a un orario normale”
Salute19 Settembre 2022 - ore 13:50 - Redatto da Redazione Meteo.it
Salute19 Settembre 2022 - ore 13:50 - Redatto da Redazione Meteo.it

Lavorare su turni, specialmente di notte, ha un grande impatto sulla salute delle persone. A dirlo è un approfondimento apparso su El Pais, citato dall’Agi. Secondo l’inchiesta del quotidiano spagnolo nel Paese sono oltre tre milioni e mezzo i lavoratori impiegati su turni, e due milioni lavorano occasionalmente di notte. “Il lavoro a turni, in particolare quello notturno o quello che prevede la rotazione, è da tempo contrassegnato in rosso dalle autorità sanitarie”, scrive El Pais. E secondo il dottor Juan Antonio Madrid, professore di Fisiologia e direttore del Laboratorio di Cronobiologia dell'Università di Murcia, gli effetti “sono paragonabili a quelli del tabacco”.

Lavoro su turni: gli effetti sulla salute

Secondo l’esperto un ritmo di vita basato su turni causa vari effetti negativi: “Il rilascio di mediatori infiammatori è esacerbato e diminuisce l'attività del sistema neurovegetativo. Un effetto a livello metabolico che può portare a prediabete, livelli più elevati di trigliceridi, alterazioni cardiovascolari (ipertensione), un aumentato rischio di infarto del miocardio e ictus, eccetera. In breve, si aggrava un'ampia varietà di patologie molto importanti”. E questi ultimi effetti tendono a continuare anche dopo esser tornati a un ritmo di vita più regolare.

Lavoro su turni: cosa si rischia

Uno studio, svolto sui topi e pubblicato sulla rivista scientifica Neurobiology of Sleep and Circadian Rhythms, ha dato risultati preoccupanti: gli effetti del lavoro su turni nell’età compresa tra i 18 e 24 anni “persistono fino alla mezza età (55-60 anni), anche dopo che si è tornati a un orario normale durante il periodo intermedio”. Inoltre “abbiamo scoperto che l'esposizione a orari di lavoro a turni durante la prima età adulta esacerba gli esiti di ictus ischemico di mezza età, in particolare nelle donne, anche quando i soggetti dello studio sono tornati a un orario normale”.

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