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La Luna ha un nuovo cratere di 18 metri: lo ha creato un razzo di SpaceX

SpaceX ridisegna il nostro satellite naturale: dal 5 agosto la Luna ha un nuovo cratere, creato dall'impatto con uno stadio superiore ormai inutilizzato di un Falcon 9.
Spazio25 Agosto 2026 - ore 11:39 - Redatto da Redazione Meteo.it
Spazio25 Agosto 2026 - ore 11:39 - Redatto da Redazione Meteo.it
Foto d'archivio.

Il 5 agosto un vecchio stadio superiore di SpaceX ha colpito la Luna e le immagini della fotocamera del Lunar Reconnaissance Orbiter mostrano un cratere, detriti e il sottosuolo esposto.

Nuovo cratere di 18 metri sulla Luna: le previsioni della Nasa sono state confermate

Diciotto metri di diametro, meno di tre di profondità e un ventaglio di polvere chiara e scura tutt’intorno. Dal 5 agosto 2026, sulla Luna c’è un cratere nuovo di zecca creato involontariamente da SpaceX: lo ha scavato lo stadio superiore ormai inutilizzato di un Falcon 9. Sei giorni dopo, la NASA è riuscita a puntare la fotocamera del Lunar Reconnaissance Orbiter proprio lì e ad immortalare il risultato.

Il razzo aveva compiuto la sua missione molto tempo prima. Il 15 gennaio 2025 era decollato dal Kennedy Space Center, trasportando verso la Luna il lander Blue Ghost 1 di Firefly Aerospace per il programma commerciale CLPS della Nasa. Dopo aver rilasciato il carico, lo stadio superiore era rimasto nello spazio. Secondo la Nasa, l’attività solare e le forze gravitazionali ne avevano alterato la traiettoria fino all’inevitabile impatto con la superficie lunare.

L’impatto era previsto. Già il 4 agosto la NASA aveva annunciato che lo stadio aveva ormai il 100% di probabilità di colpire la Luna, nella zona tra i crateri Einstein e Bell. Non c'è stato alcun pericolo per la Terra e non si è trattato nemmeno di un evento particolarmente rilevante in termini lunari.

Un meteoroide con un’energia simile colpisce il nostro satellite in media una volta ogni sei giorni. Questa volta, però, si conoscevano bene origine e traiettoria dell’oggetto. Era quindi un’ottima occasione per preparare le macchine fotografiche.

Il Lunar Reconnaissance Orbiter sorvola la superficie lunare a circa 96 chilometri di quota, viaggiando a una velocità di circa 1,6 chilometri al secondo. Per catturare l’immagine di un piccolo cratere, gli ingegneri hanno dovuto inclinare la sonda e attendere che la rotazione della Luna portasse il punto giusto sotto la sua traiettoria.

L’operazione ha richiesto sei giorni e bastava un errore di dieci secondi nello scatto per spostare il bersaglio di circa 16 chilometri dal centro dell’immagine. L’11 e il 12 agosto, l’LRO è riuscito nell’impresa grazie alla sua Narrow-Angle Camera, in grado di distinguere dettagli inferiori al metro.

Il cratere inquadrato nelle immagini della Nasa

Le immagini hanno rilevato un cratere di circa 18 metri di diametro e meno di 3 di profondità. Un’analisi più approfondita del team della Lunar Reconnaissance Orbiter Camera ha indicato che il booster ha colpito il suolo con un angolo di circa 31 gradi rispetto all’orizzontale.

Attorno al foro si nota una distribuzione dei detriti tutt’altro che uniforme. Sul lato sud emerge un caratteristico disegno a V, tipico di un impatto a bassa inclinazione. Ma la cosa più interessante, in realtà, è il colore.

Le strisce più scure provengono dallo strato superficiale della regolite lunare, il materiale polveroso e frammentato che ricopre la Luna. Per lunghissimi periodi quella zona è stata colpita dal vento solare, dai raggi cosmici galattici e da micrometeoriti, processi che ne hanno cambiato gradualmente l’aspetto. Secondo il team LROC, durante l’impatto il Falcon 9 ha sollevato questo materiale dai primi 50 centimetri di profondità circa.

Vicino al bordo del cratere si notano zone molto più luminose, composte da materiali meno alterati provenienti da strati più profondi, messi in vista dall’impatto. Un pezzo di razzo, giunto in un luogo dove di certo non era atteso, ha finito per realizzare un piccolo scavo geologico, senza trivella e con ben poca delicatezza.

La forma dell’impatto offre anche un interessante paragone con quelli naturali. Un razzo vuoto ha una distribuzione della massa piuttosto insolita: grandi serbatoi ormai leggeri e un motore molto più pesante concentrato a un’estremità. L’orientamento con cui colpisce il suolo può quindi influenzare sia la forma del cratere sia il modo in cui si disperdono i detriti. Nel caso del Falcon 9, il risultato ricorda in parte quello di un corpo naturale arrivato con una traiettoria inclinata.

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