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Quando arriva l'influenza stagionale? Sintomi, durata e come prevenirla

Torna l'influenza stagionale: quali sono i sintomi più comuni, i rischi e i modi migliori per prevenirla?
Salute6 Novembre 2022 - ore 18:58 - Redatto da Redazione Meteo.it
Salute6 Novembre 2022 - ore 18:58 - Redatto da Redazione Meteo.it

Sono in aumento i casi di influenza stagionale, che come ogni anno costringe a letto milioni di Italiani. Quali sono stavolta i sintomi e quanto durerà l'influenza? Ecco tutto quello che c'è da sapere per affrontarla e prevenirla.

Influenza stagionale 2022/2023: sintomi, durata e prevenzione

Col ritorno dell'instabilità meteorologica, del freddo e delle piogge, il nostro sistema immunitario diventa più vulnerabile. Ecco dunque che subentra, come da prassi ogni anno, l'influenza stagionale. Nella settimana che va dal 24 al 30 ottobre si è infatti registrato un brusco aumento di casi di influenza e sindromi simil-influenzali.

L'influenza è molto comune con l'arrivo dell'autunno e con i primi freddi, ma non va di certo sottovalutata. Si può infatti presentare con più forme, più sintomi e soprattutto più livelli di gravità, fino a poter comportare purtroppo conseguenze anche fatali. I disturbi più comuni sono la febbre alta improvvisa, una tosse secca e dei fastidiosi dolori muscolari.

A questi si possono accompagnare ovviamente altri disagi, come il mal di testa, il mal di gola, l'inappetenza, un generale affaticamento e improvvisi brividi di freddo. Nel caso di pazienti più giovani come i bambini, non sono rari sintomi come nausea, vomito e diarrea. Ad ogni modo, grave o lieve che sia, è sempre opportuno evitare l'influenza prevenendola. Questo perché può causare diverse complicazioni e perché, soprattutto nei soggetti fragili come i neonati e gli anziani, le conseguenze possono essere molto più gravi che negli altri pazienti.

Influenza stagionale, trasmissione e prevenzione

Come si trasmette l'influenza stagionale? Essendo una malattia respiratoria, il modo di trasmissione più semplice è avere contatti diretti con chi ha già contratto il virus. A fare da vettore sono i droplets, ovvero le goccioline di saliva che fuoriescono dalle vie respiratorie quando si starnutisce, si tossisce o si parla. La trasmissione è più frequente nei luoghi chiusi, stretti e con scarso ricambio d'aria.

Ma oltre ai droplets si può contrarre un virus influenzale anche toccando oggetti usati in precedenza da una persona già malata, proprio per via della capacità che gli agenti virali hanno di resistere a lungo sulle superfici. Non ci accorgeremo subito di essere stati contagiati, perché di solito l'influenza ha 2 giorni di incubazione e - dunque - dal contatto diretto ai primi sintomi trascorrono almeno 48 ore. La durata dei sintomi fino alla completa guarigione varia dai 7 ai 10 giorni.

Tutte queste caratteristiche rendono le influenze stagionali molto simili al Covid, che in oltre 2 anni abbiamo imparato a conoscere. Di conseguenza la prevenzione non differisce di molto, seppur senza gli isolamenti e le quarantene che hanno distinto e distinguono il coronavirus. Ad ogni modo si raccomanda di lavare spesso le mani, di proteggere naso e bocca quando si tossisce o starnutisce e, qualora si presentino alcuni sintomi tipici dell'influenza, indossare la mascherina chirurgica mentre si parla con altre persone. Il metodo di prevenzione più efficace risulta essere la vaccinazione. Ogni anno i vaccini antinfluenzali variano e si evolvono col mutare dei virus e dunque è altamente raccomandato ripeterlo ogni 12 mesi.

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