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Il trattato entra in vigore il 4 novembre
Clima31 Ottobre 2016 - ore 19:00 - Redatto da Meteo.it
Clima31 Ottobre 2016 - ore 19:00 - Redatto da Meteo.it

Ratificato al Senato l'Accordo di Parigi sul clima: le decisioni prese durante la COP21 cominciano a diventare operative.Giovedì 27 è stato appovato anche al Senato, all'unanimità con un solo astenuto, l'Accordo di Parigi sulla lotta al riscaldamento globale. La Camera dei Deputati aveva già approvato il ddl di "Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di Parigi collegato alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, adottato a Parigi il 12 dicembre 2015", lo scorso 19 ottobre, con 359 favorevoli: nessun voto contrario, 12 astenuti. Cos'è, esattamente, l'Accordo di Parigi? Si tratta di un trattato internazionale sui cambiamenti climatici, giuridicamente vincolante, nell'ambito del quale ogni parte assume impegni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, a partire dal 2020. L'Accordo e' stato formalmente ratificato dal Consiglio Ambiente dell'Unione Europea il 4 ottobre scorso, subito dopo aver ottenuto il consenso del Parlamento europeo. Il trattato entrerà in vigore il 4 novembre: a ratificarlo, sono state Austria, Francia, Germania, Malta, Polonia, Portogallo, Slovacchia ed Ungheria. L'accordo, inoltre, è gia' stato ratificato da Cina e Stati Uniti. In tutto sono stati almeno 55 Paesi che rappresentano il 55% delle emissione di gas serra a ratificare l'Accordo, altrimenti quest'ultimo non sarebbe potuto entrare in vigore.L'Accordo impegna gli Stati firmatari a contenere il riscaldamento globale entro 2 gradi dal livello pre-industriale, anzi, possibilmente entro 1.5 gradi. Dovranno essere diminuiti i gas serra prodotti dalle attività umane: soprattutto anidride carbonica, metano e refrigeranti HFC. I Paesi più ricchi si impegnano ad aiutare finanziariamente quelli più poveri, per aiutarli in questo percorso, tramite un Fondo Verde per il Clima. La novità politica dell'Accordo di Parigi era stata l'adesione dei maggiori produttori di gas serra: gli Stati Uniti e la Cina, che in passato si erano rifiutati di aderire al Protocollo di Kyoto per non impedire la loro crescita economica. "È una giornata molto importante, ma ora dopo le parole dobbiamo passare ai fatti - ha dichiarato il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti -. Noi partiamo da una condizione privilegiata rispetto agli altri Paesi, perché una buona parte del percorso di riduzione della CO2 l'abbiamo fatta in questi anni, raggiungendo gli obiettivi di Kyoto con 5 anni di anticipo".Il 7 novembre si aprirà la Conferenza sul clima COP22 a Marrakech, dove si parlerà di come applicare l'Accordo. L'UE prevede un taglio complessivo dei gas serra del 40% al 2030 rispetto al livello del 1990, e ha fissato degli obiettivi per ciascuna nazione, che vanno poi negoziati coi singoli governi. I settori chiave su cui intervenire sono: le energie rinnovabili, il risparmio energetico, la mobilità meno inquinante e la riduzione delle emissioni da parte degli edifici.

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