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Stufa tirolese, cos’è e come funziona

Riscaldare casa quest'inverno con le stufe in maiolica tirolesi conviene? Ecco alcune considerazioni su questi sistemi di riscaldamento a basso impatto ambientale e "alleati" del risparmio
{icon.url}14 Novembre 2022 - ore 14:03 Redatto da Redazione Meteo.it
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14 Novembre 2022 - ore 14:03 Redatto da Redazione Meteo.it

La necessità di trovare sistemi di riscaldamento che ci permettano di non tremare quest'inverno e al tempo stesso evitare bollette astronomiche ha portato molti di noi alla ricerca di soluzioni alternative al classico radiatore. Tra queste spicca la stufa tirolese. In questo articolo vedremo cos'è, come funziona e quanto può farci risparmiare.

Come funziona la stufa tirolese

Si tratta di una stufa in maiolica spesso realizzata con processi artigianali in grado di garantire un sistema di riscaldamento a elevata potenza calorica e a basso impatto ambientale. Il funzionamento della stufa tirolese è basato sulla maiolica, che cattura il calore e lo rilascia gradualmente negli ambienti, prolungandone i tempi di conservazione in tutta la casa.

Grazie a questo sistema non si avranno dispersioni termiche o sbalzi di temperatura da una stanza all'altra, ma piuttosto un calore costante realizzato con materiali naturali a bassa emissione di sostanze inquinanti e dal costo contenuto. Da non sottovalutare poi il fatto che scegliere una stufa tirolese permette di avere in un solo elemento di design il sistema di riscaldamento completo per tutta l'abitazione. Ovviamente questo deriva dalla scelta della miglior stufa tirolese per le proprie esigenze, e a questo proposito è bene specificare che ne esistono due tipologie:

  • stufa tirolese tradizionale piena
  • stufa tirolese ad accumulo

Stufa tirolese tradizionale piena o ad accumulo?

In entrambi i casi si tratta di stufe in maiolica dall'aspetto elegante, che permettono di avere una casa riscaldata in tempi rapidissimi e con un risparmio significativo sui costi in bolletta. La stufa tirolese tradizionale piena è costruita senza griglia e permette di accumulare calore anche alla base dell'impianto. Lo svantaggio di questo tipo di stufa consiste nel fatto che è necessario inserire continuamente legna da ardere per garantire la presenza di un letto di cenere sopra alla camera di combustione.

La stufa tirolese ad accumulo invece è alimentata a pellet o altre biomasse vegetali e permette di avere una diffusione rapida del calore soprattutto negli appartamenti che si sviluppano su un unico piano. Si tratta sicuramente della scelta più diffusa, legata anche a una maggiore praticità di gestione e alla maggiore efficienza energetica, dovuta principalmente al sistema di accumulo del calore derivante dalla combustione, che viene trattenuto nel rivestimento e rilasciato gradualmente.

A differenza delle stufe a legna tradizionali, quelle tirolesi ad accumulo offrono un'elevata temperatura di combustione. Nelle prime la legna - bruciando a bassa temperatura - immette nell'ambiente gas incombusti che aumentano le dispersioni termiche e hanno effetti negativi sull'impatto ambientale. Nelle stufe tirolesi ad accumulo invece il fumo viene immesso dalla camera di combustione nel sistema giro-fumi, un percorso a serpentina in materiale refrattario che permette di sfruttare anche il calore dei fumi - e cederlo nell'ambiente sotto forma di calore radiante - prima di espellerli dalla canna fumaria.

Stufe tirolesi costi

Eleganti e spesso realizzate su misura da maestri artigiani, le stufe tirolesi hanno un costo iniziale in genere più alto rispetto ai sistemi di riscaldamento tradizionali. Tuttavia il risparmio energetico che offrono permette di ammortizzare il costo di realizzazione in tempi piuttosto brevi, anche considerando il fatto che - non avendo parti elettromeccaniche - non necessitano di interventi di manutenzione o riparazioni su eventuali pezzi dell'impianto.

Se poi vogliamo ottimizzare ancora di più i consumi possiamo valutare la possibilità di installare degli scambiatori di calore con funzionamento convettivo all’interno della camera di combustione, per assicurarsi il riscaldamento dell’acqua calda sanitaria fino a 400/500 litri senza pompe elettriche, o anche integrando dei sistemi di ventilazione meccanica.

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