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Stop Ue alla vendita di auto a benzina o diesel dal 2035: cosa cambia e cosa cambierà

A partire dal 2036 in tutta l’Unione sarà possibile vendere (e acquistare) quasi unicamente auto elettriche. Dieci anni prima però ci sarà una valutazione della misura, per esaminare gli eventuali sviluppi tecnologici
Mobilità29 Giugno 2022 - ore 14:21 - Redatto da Redazione Meteo.it
Mobilità29 Giugno 2022 - ore 14:21 - Redatto da Redazione Meteo.it

È stato trovato l’accordo in Europa per lo stop alla vendita di auto a benzina o diesel entro il 2035: il via libera è arrivato nella notte dal consiglio dei ministri Ue dell'Ambiente, dove è stato approvato il pacchetto di misure per il clima che prevede la riduzione del 100% delle emissioni di Co2 entro appunto il 2035. L'accordo prevede comunque che nel 2026 la Commissione valuti i progressi compiuti verso il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni e possa riesaminare tali obiettivi tenendo conto degli sviluppi tecnologici.

I carburanti sintetici

Su richiesta di alcuni paesi, tra cui Germania e Italia, i 27 dell’Unione hanno anche convenuto di considerare un futuro via libera per l'uso di tecnologie alternative come carburanti sintetici o ibridi plug-in, se capaci di raggiungere la completa eliminazione delle emissioni di gas serra. Adesso le misure devono essere negoziate con il Parlamento europeo, ma l’accordo sembra essere ormai sulla via dell’approvazione dopo il via libera già accordato a inizio giugno.

Che cosa comporta lo stop

La decisione dell’Ue mette così la parola fine alla vendita di auto con motore diesel e benzina entro il 2035. La misura comunque non impatterà sui mezzi in circolazione: chi ha un’auto con quel tipo di motore non sarà insomma obbligato a cambiarla. A partire dal 2036 in tutta l’Unione sarà possibile vendere (e acquistare) quasi unicamente auto elettriche. C’è però chi non è entusiasta di questa decisione. L’Anfia, Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, dopo il primo via libera a inizio giugno aveva detto che “sono 70.000 i posti di lavoro a rischio nell'industria automotive, legata alla produzione di componenti che non serviranno per l'elettrico”.

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