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Laureola, una pianta sempreverde che sembra alloro ma è velenosissima

C'è una pianta molto simile all'alloro ma che non dovete assolutamente usare in cucina perché è velenosa: scopriamo che cos'è la laureola
Ambiente11 Aprile 2023 - ore 16:36 - Redatto da Redazione Meteo.it
Ambiente11 Aprile 2023 - ore 16:36 - Redatto da Redazione Meteo.it

Conoscete la laureola? Somiglia molto all'alloro, ma vi sconsigliamo vivamente di usarla allo stesso modo: è altamente velenosa.

Che cos'è la laureola, quanto è velenosa?

La laureola, nome comune della daphne laurel, è una pianta he appartiene alla famiglia delle Ericacee ed è presente in Italia. In passato la laureola era utilizzata come pianta ornamentale per il giardino o per la creazione di siepi e bordure. Tuttavia, la pianta è altamente velenosa e può causare effetti collaterali gravi come diarrea, vomito, dolori addominali e persino disturbi cardiaci. Imbattersi accidentalmente in questa pianta è estremamente facile anche a causa della sua somiglianza con l'alloro, una pianta utilizzata invece in gastronomia soprattutto per la produzione di condimenti e di tisane. Il vero alloro è comunque facilmente distinguibile dalla laureola grazie alle foglie più larghe e flessibili.

Come tenere una laureola a casa

Ma la laureola va sempre evitata? No, anzi, questa pianta può essere coltivata comodamente nel proprio giardino di casa poiché in questo modo resta totalmente innocua. Questo arbusto è originario dell'Europa ma si trova anche in altre aree geografiche. Cresce in zone rocciose, boscaglie e praterie montane fino a 2.000 metri di altitudine, raggiungendo un'altezza massima di 1 metro. Ha foglie lanceolate simili appunto a quelle dell'alloro e fiorisce tra febbraio e aprile con fiori giallo-verdastri, lievemente profumati, che produrranno frutti carnosi di circa 10x8 millimetri contenenti un seme ovoidale.

Per tenerla al meglio (in giardino o in vaso) è necessario farla stare all'ombra poiché le sue foglie rischierebbero di venire bruciate dal sole diretto. Un'ombra, s'intende, pur sempre illuminata per permettere una corretta fotosintesi clorofilliana. Non ama inoltre essere innaffiata troppo frequentemente, l'ideale sarebbe 1 volta alla settimana d'inverno e 2 o al massimo 3 nel resto dell'anno facendo bene attenzione a non bagnare le foglie.

Laureola, i rischi

Esteticamente è una pianta piacevole e, come spiegato, è estremamente semplice tenerla in vita a casa propria. Resta il rischio della sua velenosità, che non va affatto sottovalutato. Per evitare di esporsi ai rischi di questa pianta, è importante informarsi sui sintomi e sulle conseguenze dell'ingestione accidentale o deliberata della laureola. La daphne laurel è estremamente velenosa in tutte le sue parti, in particolare le bacche. L'ingerimento dei frutti carnosi di cui abbiamo parlato sopra, può causare sintomi gravi come bruciori, irritazioni della cavità orofaringea, difficoltà a deglutire, dolori gastrici e addominali, vomito, diarrea sanguinolenta, vertigini e convulsioni. Inoltre, le foglie possono causare arrossamenti, infiammazioni e vesciche se spezzate o portate alla bocca.

Bisogna prestare particolare attenzione soprattutto per i bambini e per gli animali domestici, che potrebbero essere attirati dal suo aspetto simile all'alloro, ma che ne mettono a rischio la salute. In caso di ingestione accidentale di questa pianta, è importante rivolgersi immediatamente al medico e cercare di evitare di indurre il vomito. La tempestività delle cure mediche e il livello di appropriatezza dei trattamenti influiscono notevolmente sulla prognosi del paziente. In generale, dunque, è meglio evitare di coltivare la laureola in giardino o in casa se si hanno bambini o animali domestici. Bisogna invece cercare di sensibilizzare la popolazione sulla presenza di questa specie velenosa, informando su come riconoscerla e sui rischi ad essa associati.

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