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Terremoto: la tua casa è a rischio sismico?

Pericolosità e rischio sismico, due concetti chiave che ci spiegano come dobbiamo difenderci
Ambiente25 Agosto 2016 - ore 15:00 - Redatto da Serena Giacomin
Ambiente25 Agosto 2016 - ore 15:00 - Redatto da Serena Giacomin

L'Italia, è un Paese ad elevata sismicità, per la frequenza e l'intensità dei terremoti che la interessano. Per questo molti settori del nostro territorio sono definiti come pericolosi. La valutazione della pericolosità può essere di tipo deterministico oppure probabilistico. Il metodo deterministico si basa sullo studio dei danni osservati in occasione di eventi sismici che storicamente hanno interessato una località, cercando di stabilire la frequenza con cui si sono ripetute nel tempo scosse di uguale intensità. Tuttavia, poiché questo approccio richiede la disponibilità di informazioni complete sulla sismicità locale, nelle analisi viene generalmente preferito un approccio di tipo probabilistico. Attraverso questo approccio, la pericolosità sismica è espressa come la probabilità che in un dato intervallo di tempo si verifichi un evento con assegnate caratteristiche, che superi una soglia di intensità, magnitudo.

Il rischio sismico, invece, è rappresentato dalle conseguenze del terremoto. Ad esempio, se un terremoto colpisse un'isola deserta, questa si potrebbe definire come un luogo pericoloso, ma non rischioso. Per stabilire quale sia il rischio sismico di una zona occorre conoscere:• la vulnerabilità, la propensione delle strutture a subire danni a fronte di un evento sismico di una data intensità. Una delle cause principali di morte durante un terremoto è il crollo degli edifici. Per ridurre la perdita di vite umane, è necessario rendere sicure le strutture edilizie. Oggi, le norme per le costruzioni in zone sismiche prevedono che gli edifici non si danneggino per terremoti di bassa intensità, non abbiano danni strutturali per terremoti di media intensità e non crollino in occasione di terremoti forti, pur potendo subire gravi danni;• l'esposizione, cioè quanti e quali sono i beni ed il valore di ciò che può subire danni a causa del terremoto, ad esempio quante persone vivono nella zona e rischiano la loro incolumità ed il valore delle cose che possiedono.Quindi il rischio sismico, determinato dalla combinazione della pericolosità, della vulnerabilità e dell’esposizione, è la misura dei danni attesi in un dato intervallo di tempo, in base al tipo di sismicità, di resistenza delle costruzioni e di antropizzazione (natura, qualità e quantità dei beni esposti).L’Italia ha una pericolosità sismica medio-alta (per frequenza e intensità dei fenomeni), una vulnerabilità molto elevata (per fragilità del patrimonio edilizio, infrastrutturale, industriale, produttivo e dei servizi) e un’esposizione altissima (per densità abitativa e presenza di un patrimonio storico, artistico e monumentale unico al mondo). La nostra Penisola è dunque ad elevato rischio sismico, in termini di vittime, danni alle costruzioni e costi diretti e indiretti attesi a seguito di un terremoto.Chi costruisce o modifica la struttura della casa è tenuto a rispettare le norme sismiche della propria zona, per proteggere la vita di chi ci abita. Per conoscere la zona sismica in cui vivi e quali sono le norme da rispettare, rivolgiti agli uffici competenti della tua Regione o del tuo Comune. La consapevolezza è la prima arma di difesa che abbiamo contro il rischio sismico. Scopri le norme di auto-protezione civile promosse a livello nazionale dalla campagna "Io Non Rischio".

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