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Dopo il granchio blu arriva un'altra minaccia per l’ecosistema italiano: il gambero della Louisiana

Non solo il granchio blu, a minacciare il nostro ecosistema acquatico arriva ora il gambero della Louisiana
Ambiente7 Settembre 2023 - ore 18:37 - Redatto da Redazione Meteo.it
Ambiente7 Settembre 2023 - ore 18:37 - Redatto da Redazione Meteo.it
Credits: Fondazione Edmund Mach

In queste settimane si è parlato molto del granchio blu e dei rischi per i nostri mari. Questa però, non è l’unica specie animale che mette a rischio il nostro ecosistema acquatico. A preoccupare gli esperti è ora la possibile invasione del gambero della Louisiana. La valutazione, su questa specie animale e sui rischi che comporterebbe, ha richiesto uno studio di quattro anni e mezzo, con all'opera 86 esperti, ed è stata prodotta dalla Piattaforma intergovernativa di politica scientifica sulla biodiversità e i servizi ecosistemici (Ipbes), un organismo delle Nazioni Unite.

Cos'è il gambero della Luisiana e perchè preoccupa

Noto come Procambarus clarkii, il gambero della Luisiana è originario degli Stati Uniti, ed è lungo circa 15-20 centimetri. Il suo peso può arrivare anche a 300 gr. Al momento, in Italia era stato avvistato soltanto nella parte settentrionale del Po. Nuove segnalazioni arrivano da Alessandria (Torrente Orba) e dal Lago Costa in Trentino.

Gambero della Louisiana: rischi per l'ecosistema e danni economici

Il gambero della Louisiana ha un'alimentazione onnivora, si nutre quindi di larve, girini, invertebrati, anfibi e persino piccoli pesci. Questo costituisce un grave rischio per il nostro ecosistema ittico.

Un altro rischio, è la sua abitudine di scavare delle tane, attività che con il tempo andrebbe a danneggiare gli argini dei corsi fiumi, favorendo erosione e inondazioni. Il gambero della Louisiana dimostra anche una notevole resistenza all’inquinamento, questo sta a significare che può riprodursi in acque inquinate, accumulando tossine e batteri. Questa specie è inoltre portatore della “peste del gambero” patologia che può essere letale per quelli autoctoni.

Sul fronte economico questo tipo di invasori impongono ogni anno una spesa globale di oltre 390 miliardi di euro.

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