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Come reagisce l'ambiente di montagna agli eventi estremi frutto del cambiamento climatico

Alla luce dei cambiamenti climatici che stanno trasformando il nostro pianeta, è necessario rivalutare anche la metamorfosi che sta subendo l'ambiente di montagna, meno sicuro di una volta
Ambiente18 Maggio 2023 - ore 15:26 - Redatto da Redazione Meteo.it
Ambiente18 Maggio 2023 - ore 15:26 - Redatto da Redazione Meteo.it

Gli eventi estremi figli dei cambiamenti climatici, come abbiamo appena visto anche nella tragedia in Emilia Romagna, stanno mettendo a dura prova il nostro pianeta e i nostri territori. Come reagisce al nuovo clima l'ambiente di montagna?

Le conseguenze degli eventi estremi sull'ambiente di montagna

È ormai evidente che i cambiamenti climatici amplifichino gli effetti degli eventi estremi in tutto il mondo, con nuovi tristi record ovunque. Da un lato, i fiumi si stanno prosciugando, mentre dall'altro le piogge raggiungono livelli devastanti. Solo in Italia, secondo i dati dell'European Severe Weather Database, il 9 settembre 2022 si sono verificati ben 34 eventi estremi in un solo giorno, tra trombe d'aria, grandinate, fulmini, nubifragi e tempeste di vento sparse nel Paese. La situazione, inoltre, non fa altro che peggiorare. Gli eventi estremi del passato stanno diventando la nuova normalità e non possiamo nemmeno immaginare cosa ci riserverà il futuro.

I rischi naturali legati ai cambiamenti climatici sono sempre più evidenti nelle aree di alta montagna. Questi cambiamenti atmosferici stanno avendo un impatto sempre più frequente su coloro che si avventurano su sentieri, ghiacciai e pareti di montagna a diverse altitudini ed esposizioni. Muoversi solo con condizioni accettabili è una necessità per affrontare le salite sulle Alpi, soprattutto quelle su ghiaccio e misto. Le numerose vie innevate che un tempo solcavano i versanti e le creste delle montagne sono praticamente scomparse o sono state trasformate in pareti e creste rocciose non sempre stabili.

Come cambiano oggi i percorsi di montagna

Complicati labirinti di crepacci costringono spesso a deviare dai percorsi previsti e allungano i tempi di percorrenza. La neve primaverile lascia rapidamente spazio al ghiaccio che emerge, costringendo gli alpinisti a camminare faticosamente su una superficie irregolare spesso coperta da blocchi e detriti che aumentano le difficoltà e l'affaticamento. La scomparsa del ghiaccio comporta l'espansione delle morene, spesso instabili e soggette a smottamenti, e favorisce l'emersione di ampie sezioni di roccia levigata e impraticabile. Ciò che un tempo era considerato facile può trasformarsi in un ostacolo insormontabile.

Questo significa che è necessario monitorare costantemente le condizioni, essere pronti a cambiare programma in qualsiasi momento e cogliere ogni segnale nell'ambiente circostante ad ogni passo. Tutto ciò che era considerato un percorso semplice deve essere completamente rivisto e rivalutato alla luce dei cambiamenti in corso. Adattarsi significa dotarsi di un grande senso di attenzione e percepire anche i più piccoli segnali che la natura ci mostra.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 23 Luglio ore 19:56

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