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Il cambio dell'ora stravolge l'orologio interno: ecco come combattere la sindrome da fuso orario

Tra pochi giorni riporteremo indietro le lancette di un'ora, ma cosa accadrà al nostro organismo? Sincronizzare in fretta l'orologio interno con il nuovo orario ci aiuterà a prevenire molti malesseri
Salute7 Ottobre 2023 - ore 16:26 - Redatto da Redazione Meteo.it
Salute7 Ottobre 2023 - ore 16:26 - Redatto da Redazione Meteo.it

Il passaggio dall'ora legale a quella solare quest'anno è fissato per la notte tra il 28 e il 29 ottobre. Ma se spostare le lancette degli orologi un'ora indietro è un gesto di pochi minuti, regolare l'orologio interno potrebbe essere più complicato (e richiedere diverso tempo). Ecco alcuni consigli per combattere la sindrome da fuso orario.

Ora solare 2023, il passaggio che "stravolge" l'orologio interno

Il passaggio all'ora solare può provocare effetti collaterali nel nostro organismo. L'orologio interno infatti potrebbe fare fatica ad abituarsi al "salto temporale", causando veri e propri malesseri fisici che si traducono in stress, insonnia e senso di spossatezza. Ma esiste un modo per combattere i "mali da fuso orario"? Fortunatamente esistono diversi accorgimenti che possiamo prendere per aiutare il nostro corpo a sopportare meglio questo passaggio. Eccone alcuni.

Ritmo circadiano, come "sincronizzare" il nostro corpo

Lo spostamento delle lancette - che avviene due volte all'anno - causa un senso di disorientamento al nostro orologio interno. Il ritmo circadiano, che regola molte funzioni cicliche del nostro corpo, non può essere spostato con la stessa facilità con cui spostiamo le lancette e richiede molto più tempo per adattarsi al nuovo orario.

Il primo elemento a risentire di questo cambiamento è la melatonina, sostanza che regola il ritmo sonno/veglia, viene sintetizzata con l'arrivo del buio e favorisce il riposo. Il fatto di poter contare su un'ora in meno di luce alla sera finirà inevitabilmente per riversarsi sul nostro organismo, che faticherà a stabilire il momento esatto in cui mettersi in modalità "riposo". Anche al mattino il sole sorgerà un'ora prima, confondendo ancora una volta il nostro corpo con la funzione "veglia".

Se per alcuni soggetti il disorientamento causato da questa fase transitoria si farà sentire solo per i primi 2/3 giorni, coloro che magari accusano già problemi di insonnia o faticano ad addormentarsi potrebbero risentirne per un periodo più lungo. La cattiva qualità del sonno porterà ad avere problemi di concentrazione durante il giorno, stanchezza e malesseri diffusi.

Per cercare di limitare i danni possiamo organizzare le nostre giornate lavorative prevedendo impegni meno stressanti per i primi giorni della settimana che segue lo spostamento d'orario. Anche mantenere i soliti orari per coricarsi potrebbe aiutare il nostro organismo a superare meglio questa fase. Non dimentichiamo poi di concederci qualche ora all'aria aperta: le giornate sono ancora piacevoli e le passeggiate potranno aiutare a ritrovare concentrazione e buonumore.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 15 Gennaio ore 03:18

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