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Bonus facciate, le nuove regole tra 90% e 60%: cosa fare

Bonus Facciate 2022, quando è possibile avere lo sconto 90% e quando invece la detrazione scende al 60%
{icon.url}27 Gennaio 2022 - ore 12:56 Redatto da Redazione Meteo.it
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27 Gennaio 2022 - ore 12:56 Redatto da Redazione Meteo.it

La manovra di Bilancio 2022 ha prorogato il Bonus Facciate, riducendo però la detrazione fiscale al 60%. Rimane tuttavia possibile ottenere lo sgravio fiscale del 90% al verificarsi di specifiche condizioni. Vediamo quali.

Bonus facciate 90%, la situazione fino al 31 dicembre 2021

I lavori eseguiti entro il 31 dicembre 2021 potevano beneficiare della detrazione fiscale 90% a condizione che fossero interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna di edifici già esistenti, di qualsiasi categoria catastale, compresi gli immobili strumentali. Nei lavori ammessi rientrava anche la sola tinteggiatura della facciata esterna.

Le condizioni per poter beneficiare del Bonus Facciate 2021 interessavano anche l'ubicazione dell'immobile (che doveva trovarsi nelle zone A e B del Comune o in zone a queste equipollenti).

Per beneficiare del Bonus 90% occorreva anche provvedere alla comunicazione Enea, alla conservazione dei documenti fiscali relativi all'intervento e al pagamento lavori con bonifico "parlante".

Potevano beneficiare della detrazione Irpef 90% sia i proprietari che coloro che abitavano l'immobile ad altro titolo (es. affittuari o comodatari). Era ammessa l'opzione Sconto in Fattura o Cessione del Credito.

Legge di Bilancio 2022: cosa cambia?

La Legge di Bilancio 2022 ha previsto una proroga del Bonus Facciate, diminuendo però l'importo della detrazione. Pur rimanendo la possibilità di optare per la Cessione del Credito o per lo Sconto in Fattura la detrazione Irpef scende dal 90% al 60%.

C'è tuttavia la possibilità di mantenere il diritto alla detrazione fiscale 90% Bonus Facciate a una condizione. Chi ha versato, entro il 31 dicembre 2021, un acconto del 10% all'impresa incaricata dei lavori, ottenendo da quest'ultima lo sconto in fattura, potrà ottenere lo sconto previsto dal Bonus Facciate 2021 (ovvero con il rimborso fino al 90% della spesa sostenuta). Stesso discorso anche per coloro che hanno scelto la cessione del credito a banche o poste.

Vi sono comunque alcune condizioni legate alla effettiva esecuzione dei lavori: se per esempio si chiede lo sconto in fattura all'impresa che poi si dimostra inadempiente, il bonus viene perso. Tuttavia, a differenza di quanto previsto per il Superbonus, il Bonus Facciate non prevede la necessità di raggiungimento del 30% dello stato di avanzamento lavori per essere erogato.

Prevale quindi la linea del Mef. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze aveva infatti ipotizzato, per questo specifico Bonus Casa, un prolungamento del diritto alla maggior detrazione. In pratica se il committente ha concordato con l'impresa il lavoro di rifacimento facciate e provveduto a saldare entro il 2021 il 10% dell'importo totale, ottenendo lo sconto in fattura, potrà beneficiare della detrazione fiscale 90% anche per lavori ultimati nel 2022.

La richiesta di sconto deve essere comunicata all'Agenzia delle Entrate entro il 16 Marzo 2022. Attenzione però: alle comunicazioni inviate dopo il 12 novembre 2021 riguardanti spese per le quali, a questa data, non risulta ancora perfezionato l'accordo di sconto, dovrà essere allegato anche il visto di conformità e l'asseverazione congruità prezzi.

Asseverazione congruità prezzi

L'Asseverazione congruità prezzi è una misura introdotta il 12 novembre 2021 con il Decreto Antifrodi. Tale disposizione ha avuto un forte impatto sul meccanismo del Superbonus, ma anche degli altri bonus casa, ai quali è stato esteso l’obbligo di asseverazione della congruità delle spese in caso di cessione del credito e sconto in fattura.

Bonus Facciate 2022 al 60%

Cosa accade se il committente decide solo ora di rinnovare la facciata del palazzo o al restauro conservativo dell'edificio? Anche in questo caso potrà ottenere un'agevolazione fiscale, che però sarà conteggiata sul 60% della spesa effettivamente sostenuta.

Rimangono comunque possibili le opzioni di scelta per lo sconto in fattura o la cessione del credito, così come rimane l'obbligo del documento che attesti che i costi sostenuti non sono stati gonfiati.

Un esempio concreto

Il Sig. Rossi ha eseguito lavori di manutenzione facciate sull'immobile di sua proprietà nell'anno 2021. Il costo totale dei lavori ammonta a 10.000 euro ed ha concordato con l'impresa lo sconto in fattura. Entro il 31 dicembre 2021 ha così provveduto al pagamento del 10% dei lavori (1.000 euro) che sono terminati solo quest'anno. Il Sig. Rossi potrà beneficiare del Bonus Facciate 90% e risparmierà 9.000 euro.

Il Sig. Rossi, pur avendo accettato il preventivo e iniziato i lavori nel 2021,  ha rimandato il pagamento al termine dei lavori, per cui quest'ultimo avviene solo quest'anno. Non potrà beneficiare dello sconto 90% Bonus Facciate ma dovrà "accontentarsi del 60% (risparmierà quindi 6.000 euro).

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