Terremoto. Emergenza neve: caduti fino a 3 metri e mezzo in Abruzzo

Sulle zone interne del Centro Italia sono caduti quantitativi impressionanti di neve. Previste ancora nevicate con elevato pericolo valanghe

| Redatto da Meteo.it

Sulle zone colpite dal terremoto continua a nevicare anche se, da domani, la situazione tenderà ad un graduale miglioramento. La situazione è drammatica in Abruzzo: da 800 metri di quota sono caduti anche 3 metri e mezzo di neve con un alto pericolo di valanghe. Nelle prossime ore infatti proseguiranno le nevicate fino a quote molto basse, collinari, su Marche, Abruzzo e Molise. Dalla sera la neve sarà in attenuazione sul settore marchigiano e umbro. Venerdì sul settore adriatico avremo nubi compatte e ancora alcune residue precipitazioni in graduale attenuazione nella seconda parte delle giornata. Residue nevicate all’interno dell’Abruzzo e del Molise al mattino, in generale attenuazione durante il pomeriggio. Da venerdì e almeno fino a domenica le zone martoriate dal sisma vivranno una tregua dalle precipitazioni.
 

Nelle ultime 24 ore tra basse Marche, est Umbria ed interno Abruzzo le nevicate hanno raggiunto punte massime intorno ai 70 cm. Nelle prossime 24 ore su Abruzzo e Molise i valori delle nevicate si attesteranno intorno ai 40 centimetri, ma con fenomeni in attenuazione dal pomeriggio.


Gli accumuli registrati in questa ondata di maltempo sono eccezionali
: secondo Neve Appennino “nell’area del Teramano, intorno ai 500 metri di quota, si misurano ormai ben 200 cm di neve, caduta abbondantemente e senza sosta da oltre 48 ore. Situazione ancor più difficile per le zone di montagna, a partire dagli 800-900 metri, in considerazione del fatto che qui il manto nevoso supera agevolmente i 300-350 cm di accumulo. Ci sono disagi soprattutto per l’assenza dell’energia elettrica, che impedisce ogni tipo di comunicazione, in alcune zone la corrente manca ormai da quattro giorni.”

Acquasanta Terme (AP) - Foto ANSA
Acquasanta Terme (AP) - Foto ANSA
Aringo di Montereale (AQ) - Foto ANSA
Aringo di Montereale (AQ) - Foto ANSA
Campotosto - Foto ANSA
Campotosto - Foto ANSA
Orsogna (CH) - Foto ANSA
Orsogna (CH) - Foto ANSA
Neve ad Amatrice - 5 gennaio 2017
Neve ad Amatrice - 5 gennaio 2017
Neve ad Amatrice - 5 gennaio 2017
Neve ad Amatrice - 5 gennaio 2017
Il centro per gli aiuti dei volontari ad Amatrice - Foto ANSA
Il centro per gli aiuti dei volontari ad Amatrice - Foto ANSA
Crognaleto (Teramo) - Foto ANSA
Crognaleto (Teramo) - Foto ANSA
Montereale (AQ) - Foto ANSA
Montereale (AQ) - Foto ANSA

Il pericolo valanghe rimane elevato sull’Appennino centrale e, su quello abruzzese, è da marcato a forte: l’abbondantissima neve caduta non è coesa ed è instabile su tutti i pendii ripidi.

Ad esempio la situazione a Fano Adriano (Te) è drammatica. Non ci sono i riscaldamenti funzionanti a causa del blocco delle caldaie, alcune case sono inaccessibili per l'altezza della neve. Il terremoto è stato avvertito in modo fortissimo perché si trova a circa 40 km dall'epicentro, ma la popolazione non è riuscita a scappare; inoltre non funzionano i telefoni fissi e i cellulari, iniziano a scarseggiare acqua e cibo e continua a nevicare. 

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