Siccità: la guerra dell'acqua tra Veneto e Trentino

Il deficit di piogge è tuttora preoccupante: dall'inizio della primavera è caduta solo la metà della pioggia

| Redatto da Meteo.it

Dopo un inverno particolarmente secco, durante il mese di marzo e la prima metà di aprile la situazione è andata peggiorando a causa di temperature eccezionalmente oltre al norma e una preoccupante mancanza di pioggia. Fortunatamente però da metà/fine aprile la situazione è cambiata. La pioggia caduta entro la fine del mese di aprile però non è bastata a colmare la differenza rispetto alla media: a livello nazionale in questa primavera infatti manca la metà della pioggia. "Il deficit pluviometrico parziale primaverile - spiega il nostro meteorologo Simone Abelli - è rimasto quasi invariato a -47% a livello nazionale, quasi uniformemente distribuito da nord a sud: in pratica finora si è avuta metà della pioggia attesa proprio in una stagione importante per le preziose riserve idriche in vista dell’estate."

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La 'guerra' dell'acqua tra Veneto e Trentino

A soffrire di queste anomalie i laghi e i fiumi. Gli afflussi al Lago di Garda sono calati drasticamente nella seconda metà del mese di aprile, scendendo per diversi giorni al di sotto del minimo storico con un picco di -6 metri cubi al secondo registrati dall'Agenzia Interregionale per il fiume Po il 24 aprile. Il livello idrometrico del lago in corrispondenza di questo è infatti calato di 10 cm al di sotto della media. La stessa situazione è stata riscontrata al Lago d'Iseo, il cui livello oggi è il più alto registrato da inizio anno (+81 cm), e in forma minore sul Lago di Como e sul Lago Maggiore.
L'assenza di pioggia nella stagione invernale e primaverile continua a preoccupare la popolazione e gli agricoltori in vista dell'estate. In Val di Non, in Trentino-Alto Adige, i sindaci stanno già allertando i censiti ad un uso responsabile.

La mancanza d'acqua e di neve sulle Alpi rende la situazione critica per tutti, ma soprattutto per le pianure e per le regioni a valle, che ne soffrono ancora di più. L'Alto Adige ha soccorso il Veneto, a fine aprile, svuotando parzialmente i bacini di raccolta delle dighe idroelettriche per aumentare così la portata dell'Adige. A Verona il livello dell'Adige è di -2.13 metri mentre al Bolzano è di 1,65 metri. L'emergenza è stata affrontata con questo spirito ma a lungo termine saranno necessarie misure strutturali per migliorare l'efficienza nell'utilizzo delle risorse idriche.

La 'guerra' dell'acqua tra Veneto e Trentino

La 'guerra' dell'acqua tra Veneto e Trentino per il rilascio dagli invasi a monte dell'Adige, il grande malato da siccità, ha preso il via e sembra tutt'altro che risolta. L'assessore veneto all'ambiente, Gianpaolo Bottacin, dopo le difficoltà evidenziate dal suo omologo della provincia autonoma, Mauro Gilmozzi, ad essere ancora "solidali" con la regione confinante annuncia che chiederà la convocazione di un nuovo tavolo politico. Luca Zaia, ex presidente della Provincia di Belluno, ricorda che il maggior rilascio dai bacini montani (l'Adige nasce in Trentino e arriva a sfociare in Veneto) è stato imposto dallo Stato, ovvero dall'Autorità di bacino, proprio in base alle legge quadro dell'ambiente: che da' massima priorità per l'uso all'utilizzo dei corpi idrici per uso potabile umano, quindi all'agricoltura, poi a tutto il resto.

► Primavera: manca la metà della pioggia

In Alto Adige intanto, dopo l'ultima ondata di maltempo, in alta quota attualmente c'è più neve che durante tutto l'inverno passato, ma 
nonostante l'atteso arrivo della pioggia aumentano i danni nelle campagne a causa di nubifragi, siccità e gelate fuori stagione che, come avverte la Coldiretti "hanno decimato i raccolti in frutteti, vigneti e nelle coltivazioni orticole, tanto che dal Piemonte al Veneto è stato chiesto lo stato di calamità, con la situazione che è comunque drammatica anche nelle regioni del Centro Italia". 

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