Riscaldamenti accesi: PM10 oltre la soglia limite al Nord

L'impatto dell riscaldamento domestico sull'inquinamento: in alcune città del Nord il livello di smog è già salito oltre il limite

| Redatto da Meteo.it

Con l'accensione dei riscaldamenti delle abitazioni inevitabilmente l'inquinamento atmosferico tende a peggiorare. I livelli di PM10 e PM2.5 negli ultimi giorni sono leggermente aumentati al Nord nonostante le deboli piogge: in alcune città come Milano e Mantova, sono aumentati fino a sforare il limite di legge dei 50µg/m³

A Milano, ad esempio, il 17 ottobre i livelli di PM10 hanno superato di poco la soglia limite di 50 µg/m³ (52µg/m³), valore da non superare più di 35 volte all'anno. Anche a Mantova il livello di PM10 è cresciuto fino a 75µg/m³. Stessa situazione a Venezia, dove il PM10 registrato nelle giornate di domenica 16 e lunedì 17 ottobre ha superato il limite con 56µg/m³ registrati il 16 ottobre e 50µg/m³ registrati il 17 ottobre

Riscaldamenti accesi: PM10 oltre la soglia limite al Nord | NEWS METEO.IT

La situazione dell'aria nelle nostre città risente dell'accensione del riscaldamento nelle case. Traffico e riscaldamento domestico sono difatti i principali responsabili dell'aumento delle polveri sottili.

Secondo uno studio della Regione Lombardia in ogni caso "il riscaldamento domestico è responsabile di poco meno di un terzo delle emissioni totali di PM10 e PM2,5 primario in Lombardia su base annua, e la combustione della legna è a sua volta responsabile di più del 90% di tali emissioni".

Il meteo conta: in periodi dominati dall'alta pressione, l'inquinamento tende ad aumentare e persistere soprattutto nelle grandi città. La pioggia invece è capace di abbassare i livelli di smog ed infatti, intrappolando nelle gocce d'acqua le polveri, pulisce l'aria dal particolato. 

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Vediamo quali sono le date di accensione regione per regione. Il periodo di accensione degli impianti di riscaldamento nei condomini viene stabilito in base alla temperatura media annua e, per questo motivo, l'Italia è stata divisa in sei zone a seconda del clima. 
 
Le prime zone ad accendere il riscaldamento, attivo dal 15 ottobre al 15 aprile per 14 ore al giorno, sono i comuni della zona E, ossia in Val d'Aosta, in quasi tutti i Comuni del Piemonte (Alessandria, Asti, Biella, Ivrea, Novara, Torino, Verbania e Vercelli, ad eccezione di Cuneo dove non è prevista alcuna limitazione perché inserita nella zona F), in Lombardia (Bergamo, Brescia, Como, Crema, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Pavia, Sondrio, Varese), Trentino Alto-Adige (Bolzanoe Trento), Veneto (tranne Belluno, in zona F), Friuli Venezia Giulia (Gorizia, Pordenone, Udine, esclusa Trieste), ed Emilia Romagna (Bologna, Ferrara, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, esclusa la provincia di Forlì in zona D). Stessi orari anche nei Comuni del Centro Italia come Arezzo, Perugia, Frosinone, Rieti, L'Aquila, Campobasso, come pure a Potenza ed Enna. 

Dal 1 novembre al 15 aprile per 12 ore al giorno saranno accesi nei comuni appartenenti alla zona D, che comprendono la maggior parte del Centro Italia e alcuni comuni del Sud: Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Pisa, Pistoia, Prato, Siena in Toscana, Terni in Umbria, l'intera Regione Marche (Ancona, Pesaro, Macerata, Ascoli Piceno), Roma Viterbo nel Lazio e Chieti, Pescara e Teramo in Abruzzo. Impianti in funzione anche a Isernia, Avellino, Foggia, Matera, Vibo Valentia, Caltanissetta e Nuoro.

Dal 15 novembre al 31 marzo, per 10 ore al giorno, si potranno accendere al Sud e nelle Isole. Compresi dunque i seguenti comuni: BariBenevento,BrindisiCagliariCasertaCatanzaroCosenzaLecceNapoli, Oristano, Ragusa, Salerno, Sassari e Taranto.
La norma riguarda anche la provincia laziale di Latina e Imperia in Liguria
Dal 1 dicembre al 31 marzo sono attivi nella zone B che comprende Agrigento, Catania, Crotone, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Siracusa, Trapani e fino al 15 marzo per i comuni di Lampedusa e Linosa e di Porto Empedocle.

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