Prosegue l'emergenza incendi in California. Dichiarato lo stato di calamità naturale

Sale a 48 vittime il bilancio. Distrutte 7.700 case, sfollate circa 52 mila persone

| Redatto da Anna Maria Girelli Consolaro

Non si placa l'emergenza in California a causa degli incendi. Sale ulteriormente ad almeno 48 morti il bilancio dell'incendio che sta devastando lo Stato americano, da nord a sud. L'incendio, denominato Woolsey, è divampato giovedì scorso. Ieri il Presidente Trump ha dichiarato lo stato di calamità naturale, annunciando l'arrivo degli aiuti federali. L'evacuazione di massa ha interessato alcuni quartieri di Los Angeles, compreso quello dove si trovano le famose ville dei vip a Malibù. Colpita soprattutto la città di Paradise. Una densa nube di fumo e cenere ha avvolto anche la baia di San Francisco. Drasticamente ridotta la visibilità in tutta la zona colpita dagli incendi. I soccorritori parlano del peggior incendio della storia in Calfornia. Al lavoro per domare le fiamme ci sono oltre 5mila vigili del fuoco. Gli incendi si estendono su un'area di circa 505 chilometri quadrati: distrutte 7.700 case e sfollate circa 52mila persone. La causa è da imputarsi a una siccità che, da lungo tempo, attanaglia l'intero stato, oltre che dai venti Santa Ana. I venti di tipo Santa Ana hanno origine soprattutto in autunno e primavera e assomigliano nella loro dinamica a quelli secchi di Foehn tipici delle Alpi. Sono un fattore importante nella propagazione dei grandi incendi che ormai sempre più spesso interessano la California. Secondo gli esperti, il Golden State non riceve precipitazioni significative dallo scorso mese di maggio.

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