Riscaldamento globale può sciogliere il 40% del permafrost terrestre

I terreni ghiacciati rappresentano un contenitore di gas a effetto serra, la loro scomparsa potrebbe portare a un'impennata di emissioni nell'aria: per evitarla basta rispettare gli accordi di Parigi

| Redatto da Meteo.it

Evitare l'aumento delle emissioni passando dal salvataggio dei terreni ghiacciati dell'Artico. Il monito arriva da una nuova ricerca scientifica pubblicata da "Nature Climate Change", secondo la quale il cambiamento climatico rappresenterebbe una seria minaccia per il permafrost, cioè quelle superfici perennemente ricoperte di ghiaccio dove si stima sia conservato più carbonio di quello già presente nell'atmosfera.

Tracce di permafrost nella Tundra

Se si scioglie il permafrost, si rischia l'impennata di emissioni di gas serra

La scoperta viene da un team di ricerca internazionale composto da scienziati inglesi, svedesi e norvegesi, che hanno rilevato quanto il permafrost sia effettivamente più sensibile al “global warming” di quanto precedentemente stimato. L'imperativo è quindi quello di non permettere un ulteriore aumento delle temperature che potrebbe portare allo scioglimento del 40% causando un'impennata di emissioni di gas serra (CO2 e metano). Stando ai dati pubblicati nello studio, attualmente il permafrost ricopre ben 15 milioni di chilometri quadrati di superficie terrestre.

L'importanza degli accordi di Parigi (Cop 21)

Basterebbe, però, solamente un aumento della temperatura globale di 2 gradi centigradi rispetto all'era preindustriale per avere uno scongelamento di 6,6 milioni di chilometri quadrati della superficie di permafrost presente in questo momento. Un allarme che potrebbe essere evitato se gli stati firmatari riuscissero a rispettare l'obiettivo più importante dell'accordo approvato alla Conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici (Cop 21) nel dicembre 2015, ovvero quello di contenere le temperature a 1,5 gradi. In questo modo, dicono gli esperti, l'inevitabile perdita di permafrost sarebbe comunque ridotta a 4,8 milioni di chilometri quadrati.

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